Nelle sale Bingo si studierà anche “on line”

21/05/2001

 
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lunedi 21 Maggio 2001
pag. 24 Nelle sale Bingo si studierà anche "on line"
VINCENZO BORGOMEO


Nelle sale Bingo si farà tutto tranne che giocare: dopo l’Internet caffe’, la ristorazione, lo spazio per i bambini, adesso si aggiunge un altro servizio a carattere sociale: si potranno seguire corsi di formazione ondine. Un bel passo avanti dal punto di vista "culturale", che pone le sale di Bingo aderenti al circuito Formula Bingo, che apriranno nel prossimo autunno, su un livello superiore alla media europea. E’ importante anche "psicologicamente" per dare un’aura di rispettabilità a un’iniziativa che secondo molti è legata a un’antica e anacronistica visione "negativa" delle sale gioco.
E’ in via di definizione un accordo tra Formula Bingo e Trainet. Formula Bingo è società partecipata da Vaprel Italia al 20%, Formula Bingo servizi al 49%, Confesercenti e Confcommercio all’1% ciascuna, Consorzio Tecnologie e Impianti al 4%, Codere al 5%, Meliorbanca al 20%. Presidente è Vincenzo Scotti, Luciano Consoli è vicepresidente e Paolo Frigieri è amministratore delegato. Trainet a sua volta è una società del gruppo Telecom Italia.
L’accordo che prevede l’utilizzo per tre ore al giorno, prima dell’apertura delle sale ai giocatori, di tutte le apparecchiature informatiche per svolgere corsi di formazione a distanza curati e gestiti dalla Trainet con proprio personale specializzato. Saranno circa 45.000 le persone in tutta Italia che potranno seguire contemporaneamente questi corsi.
Insomma, gioco, ma non solo: così nelle sale Bingo, oltre a cercare la fortuna con i numeri, si potranno seguire corsi che potranno cambiare il futuro. E’ l’obiettivo del recente accordo che prevede di formare e informare in poco tempo milioni di italiani di tutte le età, oltre che su materie essenziali quali le lingue e informatica, anche su temi di impatto sociale quale l’alimentazione, la prevenzione, la salute, l’igiene, l’introduzione dell’euro o magari materie fiscali o su nuove normative.
Ma è ancora presto per dirlo: gli sviluppi sono infiniti. Al progetto di formazione a distanza hanno già aderito Obiettivo Lavoro e Ali, due società di lavoro interinale impegnate in questi mesi con Formula Bingo nel piano di formazione e avvio al lavoro di circa 7.500 lavoratori per le future sale Bingo.
La Trainet, nel chiudere l’accordo con Formula Bingo, si doterebbe della prima rete in Italia di aule informatiche online coprendo tutto il territorio nazionale. Nel circuito delle sale collegate e gestite da Trainet e Formula Bingo potranno seguire i corsi, contemporaneamente, più di 45.000 persone sparse in tutte le province italiane.
La vera partita che si apre ora consiste nell’assegnazione delle concessioni per il gioco Bingo. L’Amministrazione dei Monopoli di Stato ha annunciato che la commissione aggiudicatrice delle concessioni ultimerà i propri lavori entro il mese di giugno. Sarà vero? Vedremo.
Intanto la società Formula Bingo, che è la società leader del settore con 401 domande presentate dai suoi clienti sulle 1.348 complessive, ha posto un termine all’attesa ed alla indeterminazione dei tempi per il rilascio delle Concessioni. Nei giorni scorsi infatti Formula Bingo attraverso il suo presidente Scotti e il vicepresidente Consoli aveva sollevato con forza la grave situazione nella quale si trovavano gli imprenditori che stanno partecipando alla gara, costretti a pagare affitti a "vuoto" per i locali delle future sale Bingo.
La scadenza di giugno pone un termine a questo impegno economico anche se Formula Bingo fa notare che altri 54 miliardi verranno spesi per tenere in piedi le opzioni sui locali fino a quella data.Insomma, la società leader del settore vorrebbe che il termine di giugno venga rispettato e se possibile anticipato.Così anche noi in Italia potremmo avere centinaia di sale del Bingo, un gioco antichissimo che risale al 1530, anno in cui fu istituita per la prima volta una lotteria chiamata "Lo Giuoco de Lotto".
Il gioco del Bingo, che deriva direttamente dal lotto, fu infatti inventato nel 1929 da un venditore di giocattoli di New York di nome Edwin Lowe.Lowe si trovò infatti ad assistere ad un gioco praticato in Georgia, chiamato "BEANO", gli elementi del gioco consistevano in fagioli secchi come segnanumero ed alcune cartelline con stampati dei numeri. Lowe così importò il gioco a New York tra i suoi amici e si racconta che durante una partita uno dei giocatori preso dall’eccitazione per aver vinto, sbagliò parola e gridò "BINGO".
Negli anni ’40 poi il gioco del Bingo si divulgò in tutto il mondo e diventò in molti paesi il gioco più popolare. Sarà così anche in Italia?