Nelle Agenzie di viaggi 9mila posti a rischio

08/04/2003
              mtel

              martedì 8 aprile 2003

              Nelle Agenzie di viaggi
              9mila posti a rischio

              MILANO «Se la guerra finisse oggi, dai 7 ai 9mila addetti
              alle agenzie di viaggio e tour operator saranno fuori dal
              comparto entro la fine di maggio. Se continua…».
              Le fosche previsioni, formulate a margine di una iniziativa
              presso Assindustria Firenze, sono di Assotravel. A
              questo punto, secondo l’associazione, non ci sarà più
              nessuna possibilità di fermare quella che viene definita
              come la «prima trance». «Non c’è possibilità di recupero e
              non abbiamo neppure la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori
              sociali» – dice il presidente dell’associazione,
              Andrea Giannetti.
              Ma se la guerra dovesse continuare? In questo caso -secondo
              il presidente di Assotravel – le imprese del settore
              sarebbero destinate a ridursi di numero e, anche quando
              l’attività riprenderà, le aziende italiane non saranno più
              competitive con l’Europa, dove c’è una tipologia di aziende
              differenti.
              Come esempio delle difficoltà, Assotravel ricorda che
              le uscite dall’Italia verso il Golfo ed il Nord Africa sono
              ridotte praticamente a zero». Mentre verso l’Egitto i passaggi
              dall’Italia si sono ridotti da oltre 24mila a meno di
              4mila a settimana.
              Intanto giovedì riprenderà la trattativa tra Federturismo
              e i sindacati del terziario per il rinnovo del contratto
              del turismo. Per il rinnovo del contratto scaduto a dicembre
              2001 i sindacati hanno chiesto un aumento salariale
              medio mensile di 85 euro. La trattativa riguarda complessivamente
              1,8 milioni di persone, il 40% delle quali stagionali.
              A sostegno della vertenza i sindacati hanno proclamato
              uno sciopero di otto ore articolato a livello regionale.