Nell´avanguardia no global tanti “senior” tra i ragazzi

06/11/2002

MERCOLEDÌ, 06 NOVEMBRE 2002
 
Pagina 11 – Interni
 
IL REPORTAGE
 
Arrivi da tutto il mondo al quartier generale del Forum, il movimento si allarga ai cinquantenni
 
Nell´avanguardia no global tanti "senior" tra i ragazzi
 
 
Stasera Dario Fo dà il via
La sfida è che tutto fili liscio
Bové: "Basta che la polizia stia alla larga…"
La lingua dei primi dibattiti è un inglese dai mille accenti
Prima protesta dai sardi: viaggio troppo costoso
 
FABRIZIO RAVELLI

FIRENZE – Il signor Paolo Lo Giudice, 67 anni, pensionato del Banco di Sicilia, s´aggira in giacca e cravatta scrutando la selva di ragazzi. Il salone del Palazzo Affari è dove ci si iscrive al Forum, e lui l´ha appena fatto. Quota proporzionale al reddito mensile, da 10 euro fino ai 50 del capo-delegazione: sulla fiducia, è ovvio. Il signor Lo Giudice s´è appena arruolato nell´esercito dei new-global, e dispensa con forte accento di Enna parole sagge: «A tutti ´sti ragazzi noi anziani dovremmo dare una dimostrazione di tranquillità. Tanti si spaventano a vedere certi tagli di capelli, o i pantaloni militari. A me, francamente, sembrano gente tranquilla». Sono già più di ventimila, gli iscritti. E cinquemila sono già arrivati, spaventando solo i commercianti che blindano le vetrine e mettono il cartello "chiuso per ferie". Firenze s´addormenta sotto un cielo "trapunto di stelle" alla Odoardo Spadaro, e non sembra proprio una città assediata.
Dietro al Battistero, in mezzo a una piccola folla sdegnata per l´approvazione della legge Cirami, anche Dario Fo scalda i motori. Tocca a lui, stasera alle 18 in piazza Santa Croce, dare il via ufficiale al Forum sociale europeo: musica, teatro, filmati, per la scommessa che tutto fili liscio come dovrebbe. Per chi ama le occasioni più raccolte, al circolo Arci dell´Isolotto "cena maremmana" e "Due voci per la pace", canzoni di Silvana Pampanini. Arriva anche il baffuto José Bové, il leader del movimento contadino, e ha già spiegato come si dovrebbe fare per evitare incidenti: «Facile. Basta che polizia e carabinieri non si facciano vedere. Quel che è successo al G8 di Genova è colpa loro».
A due passi da Dario Fo e Pancho Pardi, e dai loro cartelli anti-Cirami, gli operai della ditta Fratelli Bertolini di Sesto Fiorentino stanno blindando con lastre di metallo qualche vetrina di via Roma. I Bertolini si fregano le mani: hanno sbancato coi loro "bandoni" di lamiera bianca, che con quattro bulloni si montano in un amen. L´addetto alla "security" di una boutique ha un tono da commando: «Quando riapriamo? Chissà, non sono autorizzato a fare dichiarazioni. Lunedì? Forse». I commercianti meno timorosi, quelli della Confesercenti, guardano le grandi manovre scuotendo la testa: loro hanno in vetrina un bel cartello blu "Firenze città aperta". In piazza della Repubblica il Savoy e il Caffè Paszkowsky hanno messo via i tavolini. Le Giubbe Rosse resistono.
Qui in centro, l´esercito new-global forse non verrà nemmeno a dare un´occhiata al Duomo o alla Loggia dei Lanzi, che peraltro avendo ospitato i bivacchi dei lanzichenecchi non farebbe una piega. Troppo fitto, al limite della resistenza fisica, il programma di dibattiti e work-shops per ritagliare qualche ora da dedicare al turismo. Tutto è organizzato per tenere i convegnisti lontano dal "fragile" centro storico, che resterà in mano alle orde di giapponesi, tedeschi e americani degli inclusive tours. I new-global più giovani dormiranno allo stadio e al palazzo dello sport. Quelli meno inclini al sacco a pelo, ospiti nelle case che moltissimi fiorentini hanno aperto. O nei comuni della cintura, quelli coi sindaci «che hanno fatto Porto Alegre».
E´ alla Fortezza da Basso, sede di quasi tutti gli incontri, che gli organizzatori cominciano a guardare con qualche apprensione l´arrivo delle avanguardie. Il posto è una meraviglia, che fa sgranare gli occhi ai tre texani arrivati in bicicletta, crocefisso al collo: «Gee, folks! Great stuff!». Nel cortile ha montato uno studio da campo il fotografo Alessandro Esteri: vuole «rubare l´anima del Social forum, con assoluta calma ma senza pietà». Scatterà centinaia di foto, grandi ritratti in bianco e nero, a tutti: manifestanti, conferenzieri, addetti alle pulizie, poliziotti, passanti, fiorentini. E sta già archiviando le facce di chi arriva. Ecco il barbone bianco di Jeremy Neale, inglese di Globalise Resistance, professione scrittore di libri per bambini. E il suo amico Guy Taylor, lungo e secco, che lavora all´organizzazione. Pacifisti, anche se il Viminale ha messo il loro gruppo nell´elenco dei "cattivi". Motivo? Un loro striscione venne trovato dentro la scuola Diaz di Genova.
L´organizzazione delle sale e degli stand va un po´ a rilento. Stefano Kovac, il genovese che dirige i lavori, sembra provato. Ha tre o quattro telefonini che suonano contemporaneamente, nelle varie tasche del giubbotto. Lo chiamano per qualunque cosa. Dai treni speciali, ai pomodori per la mensa "etica": «Mi sono anche dimenticato di prendere le pillole, mi verrà l´infarto». Milletrecento giornalisti si preparano a "coprire" l´evento, e si allenano intervistando tutti quelli che passano. I new-global più anzianotti sono la maggioranza: «E insomma, tutti a parlare di ragazzi. Guardi che io ho 52 anni».
Sulle panchine ci sono francesi e egiziani che discutono animatamente, ma anche ragazze che prendono il sole. Cani festosi inseguono abbaiando i carrelli elettrici che trasportano sedie e computer. Una madre di Plaza de Mayo porta scritto sul foulard bianco il nome del figlio desaparecido. Nella Sala delle Armi (questa è una fortezza, tutti i luoghi hanno nomi guerreschi), un inglese dai mille accenti è la lingua per le prime discussioni fra i vari rappresentanti. Vengono letteralmente da mezzo mondo, ma si segnala una sola protesta: quella di Bustianu Cumpostu, coordinatore di Sardigna Natzione. L´accordo del Forum con le Ferrovie prevede biglietti a prezzo politico (21 euro) per tutta Italia, meno che per la Sardegna: «Ai nostri costerebbe 150 euro, l´ennesima discriminazione».
Nel clima soleggiato e rilassato della Fortezza arrivano come da un altro pianeta le notizie sulla fetta di Firenze che si sta barricando. I gioiellieri di Ponte Vecchio mettono il cartello "chiuso per ferie". Chiudono parecchi cinema: le sei sale dal gruppo Poggi-Rinaldi verranno sbarrate da domani fino a lunedì. Spiegazione ufficiale: «Siccome la città sarà assediata, i cittadini resteranno chiusi in casa». Altre sale resteranno aperte, e qualcuna ospiterà "eventi" cinematografici legati al Forum. La Shell ha deciso di far blindare fin da oggi, con lastre di metallo, i suoi 6 distributori in città. La Esso, probabilmente, farà altrettanto. In tanto allarmismo, arriva il rassicurante verdetto dell´Accademia della Crusca: «Il Social Forum non produrrà effetti negativi sulla lingua italiana».