Nell’anno un calo del 20,7%. A dicembre di nuovo segnali di ripresa

16/02/2010

ROMA— Il 2009 passerà alla storia come l’anno nero dell’economia. Dopo il Pil crolla anche l’import e l’export. Le esportazioni calano del 20,7% e le importazioni del 22%, peraltro in linea con gli altri partner europei, mettendo a segno il peggior risultato dal 1970. Ma in dicembre ci sono segnali di ripresa. Almeno nell’area Ue nell’ultimo mese dell’anno scorso i flussi commerciali hanno registrato aumenti dell’1,4% per le esportazioni e del 9,1% delle importazioni rispetto a dicembre 2008. Secondo l’Istat si tratta di un dato in controtendenza dopo 14 mesi di cali continui. Il saldo commerciale resta comunque negativo per 1,4 miliardi di euro. Più vivaci le cifre se il paragone viene fatto con novembre: le esportazioni e le importazioni aumentano rispettivamente dell’ 3,3 e del 3%.
Anche questi dati sono fonte di polemica politica. Per il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani il crollo della bilancia commerciale «è la vera spiegazione dei motivi per quali, anche se non ci sono stati problemi particolari con il sistema bancario e finanziario, l’Italia ha pagato molto la crisi, più di altri Paesi». «Siamo il secondo esportatore dell’Unione europea — aggiunge Epifani amargine di un’assemblea a Milano— e paghiamo il calo della domanda internazionale, come la Germania, la situazione richiederebbe una vera politica industriale da parte del governo che affronti questo nodo della crisi, che riguarda le imprese manifatturiere e in parte quelle dei servizi». «Lasciare andare le cose — conclude il segretario della Cgil— con una crisi così, questa volta non funziona».
Adolfo Urso, vice ministro allo Sviluppo economico con delega al Commercio estero, la pensa in modo diverso. Commentando visto che l’ultimo trimestre del 2009 ha riportato il segno positivo verso i mercati extra-Ue e a dicembre 2009 si è registrato un significativo incremento del nostro export anche verso i Paesi dell’Unione con + 1,4% » . « La crisi dell’export quindi— sottolinea il vice ministro — dovrebbe aver toccato il fondo e contiamo di consolidare una ripresa delle esportazioni che stimiamo per il 2010 in +4%». Daranno una spinta alla ripresa al Made in Italy — conclude Urso — anche gli «incentivi che il governo e il ministero dello Sviluppo economico stanno predisponendo in queste ore».
Anche per Assocamerestero il peggio è passato. «Nell’ultimo mese dell’anno— afferma il segretario generale Gaetano Fausto Esposito— l’Italia registra un incremento delle esportazioni complessive del 4,4% e in Europa del 3,3%, superiori alla media degli altri Paesi che in alcuni casi sperimentano addirittura una riduzione, come ad esempio la Germania (-6,4%)». Nei prossimi mesi vedremo se questi segnali si rafforzeranno.