Nella Uil il feeling con i Ds è diventato vero amore

13/03/2006
    sabato 11 marzo 2006

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    SINDACALIA. TRA LE CANDIDATURE DELLA QUERCIA ANCHE MOLTI RIFORMISTI DELLA CGIL

      Nella Uil il feeling con i Ds � diventato vero amore

        Erano quasi cinquecento i dirigenti della Uil accorsi ad ascoltare la presentazione delle loro candidature di riferimento, tutte targate Ds e Fassino presente. Si tratta di una conferma e due novit�: la conferma � lo storico ex segretario Giorgio Benvenuto, le due novit� un altro ex segretario generale (e pi� di recente ex presidente del Cnel), Pietro Larizza, e Enrico Cardillo, gi� segretario della Uil Campania e gi� assessore al comune di Napoli. A lasciare di stucco molti, invece, nel sindacato di via Lucullo, la scelta del segretario generale aggiunto Adriano Musi di candidarsi con i Repubblicani europei della Sbarbati, partito di cui era gi� presidente onorario, in Campania e in �quota Prodi� (ma pare lo zampino Ds ci sia anche l�). Un investimento consistente, dunque, quello che la Uil opera nei confronti dell’Ulivo e in particolare dei Ds, anche se, naturalmente, mantenendo ben alta la bandiera dell’autonomia: �Abbiamo appena festeggiato il 56 esimo anniversario di fondazione della Uil: siamo un sindacato laico, socialista e autonomista fin dentro i cromosomi�, dicono fonti vicine ad Angeletti.

        Un rapporto, quello tra Uil e i Ds, antico quanto i Ds. L’area programmatica �Riformatori per l’Europa�, prima guidata da Larizza e poi da Benvenuto, risale addirittura al 1997, quando al congresso di Firenze vide la luce la “Cosa 2” e l’area partecipa alla sua nascita in qualit� di soggetto fondatore. Peraltro, in quell’aggregazione, che aderiva ai Ds per via collettiva e non individuale, non c’erano solo esponenti uillini ma anche dell’associazionismo, di LegaCoop e Cgil (il non ancora segretario generale Epifani in testa). E Sergio Cofferati, quando entr� in rotta di collisione con la Quercia, al congresso di Pesaro del 2001, chiese con asprezza se non fosse diventata la Uil il �sindacato di riferimento� del partito.

        Del resto, con tutti gli esponenti di peso della Cgil schierati con il Correntone e in appoggio a Cofferati, il partito ha risposto per le rime. Ma anche lavorando a fondo su due fronti: ricucire i rapporti con la Cgil, passando �dalla divergenza alla convergenza�, e allargare lo spettro delle relazioni a �tutto� il sindacalismo confederale. Regista dell’operazione e plenipotenziario di Fassino, il responsabile Lavoro del partito Cesare Damiano, gi� membro della segreteria nazionale della Fiom e riformista doc.

        Le interlocuzioni – favorite dal lavoro di coppia con Tiziano Treu sui temi del lavoro – sono state cercate fin dentro la Cisl, ma soprattutto con i riformisti della Cgil e, appunto con la Uil.

        Apoteosi dell’operazione l’ultimo congresso dei Ds di Roma, quando furono pi� di mille le firme di dirigenti della Uil arrivate a sostegno della candidatura di Fassino. Paolo Pirani, segretario confederale e di fatto numero tre della Uil, entra a far parte della Direzione dei Ds: � lui a tenere i rapporti dal lato Uil, �in nome di una comune militanza laico-socialista e dei valori del socialismo democratico che trovano nei Ds la loro migliore espressione�. Altri dirigenti e categorie provano, invece, a perseguire l’ipotesi di riunificazione dell’area socialista, spingendo affinch� Sdi di Boselli, socialisti di Craxi e De Michelis si riuniscano. Ma il tentativo non va in porto e oggi il nuovo partito della Rosa nel Pugno non scalda i cuori degli uillini, memori delle feroci campagne antisindacali condotte dai Radicali. Ora che la tessera dei Ds l’ha presa anche Larizza l’operazione si pu� dire conclusa, anche se le dimissioni di Musi dei problemi lo aprono: cambi in corsa per� non sono previsti, fino al congresso di giugno.

        Da non sottovalutare, infine, anche il profilo delle candidature cigielline, nei Ds: esclusa Titti Di Salvo, della segreteria nazionale, che si presenta in Piemonte in quota Correntone, sono tutte di schietto profilo riformista. Si va da Teresa Bellanova, membro della segreteria nazionale dei tessili, in Puglia, a Giorgio Roilo, ex segretario della Camera del Lavoro di Milano, a Franca Donaggio. Unico il filo: stavano nel �gruppo dei 49� che, guidato da Agostino Megale e Antonio Panzieri, nel 2001 si oppose a Cofferati da un’ottica riformista. La differenza � che allora erano isolati, in Cgil, oggi non pi�, a partire dal nuovo Direttivo e dalla segreteria. Dove i riformisti sono cresciuti di numero e peso specifico.