Nella trimestrale deficit al 2,9%

13/04/2004



13 Aprile 2004

SPRINT FINALE PER I TECNICI DI VIA XX SETTEMBRE

Nella trimestrale deficit al 2,9%
Maroni: bonus per il primo figlio

analisi
Alessandro Barbera

    ROMA
    CRESCITA all’1,5%, rapporto deficit-Pil al 2,8-2,9%. Sarebbero queste, secondo quanto riferiscono fonti autorevoli, le nuove previsioni per il 2004 che il governo fornirà nella “trimestrale di cassa” all’inizio della prossima settimana. Numeri che arrivano proprio mentre il ministro del Welfare Roberto Maroni annuncia che la prossima legge finanziaria potrebbe estendere ai primogeniti il bonus da mille euro che da quest’anno lo Stato concede ai secondi figli. «Se ne parlerà dettagliatamente subito dopo l’estate compatibilmente con le risorse disponibili», ha spiegato ieri all’agenzia AdnKronos.
    E’ proprio sul tema delle risorse – con un occhio alle promesse del premier sul fronte dei tagli fiscali – che ora si concentra l’attenzione dell’esecutivo. Già da oggi al ministero dell’Economia proseguirà il lavoro per mettere a punto la Relazione trimestrale di cassa: con essa si scatterà una fotografia sullo stato dei conti pubblici ma, nelle intenzioni di Tremonti, sarà anche una risposta alle previsioni fornite dalla Commissione europea: nei giorni scorsi l’esecutivo guidato da Romano Prodi ha reso noto una stima che indica l’Italia come uno dei Paesi che quest’anno supererà la soglia del 3% nel rapporto deficit-Pil imposta dal Trattato di Maastricht.
    Ma al di là dei numeri su crescita e indebitamento la Relazione costituirà un primo quadro di riferimento dal quale partire per preparare il prossimo Documento di programmazione economico-finanziario, la bozza di quella che sarà la manovra per il 2005. Nel Dpef – che quest’anno dovrebbe arrivare con un mese di anticipo entro la fine di maggio – dovranno essere indicate le compatibilità finanziarie del piano di tagli fiscali che Silvio Berlusconi ha promesso nelle scorse settimane. E in una fase in cui la spesa corrente torna a crescere a ritmi sostenuti – il dato sul fabbisogno di febbraio è stato un primo campanello d’allarme – molto di ciò che si potrà fare dipenderà anche da come saranno andati i conti di quest’anno. Per il momento le notizie che arrivano non sono buone: i gettiti di condono edilizio, concordato preventivo e «fiscale tombale» non stanno garantendo le aspettative del governo. Nel primo caso ha pesato lo scontro con alcune Regioni (in particolare quelle guidate dal centro-sinistra) le quali, grazie alla riforma federalista del 2001, ora rivendicano piena potestà legislativa in materia: il risultato è che oggi in Regioni come l’Emilia, la Toscana o la Campania di fatto lo Stato permette di chiedere il condono di ciò che quelle amministrazioni vietano. In attesa dell’ultima parola della Corte Costituzionale (l’11 maggio), il governo ha concesso una proroga fino alla fine di luglio allargando i requisiti per aderire alla sanatoria.
    Anche sul fronte del concordato preventivo le cose non vanno bene: chiuse le adesioni a metà marzo, gli incassi restano molto al di sotto di quelli prospettati nella finanziaria. Secondo la stima «personalissima» fornita ieri da Paolo Moretti dell’Ordine dei Ragionieri «se tutto andrà bene» il gettito complessivo non supererà gli 800 milioni di euro, vale a dire circa un terzo dei 2,5 miliardi che il governo stimava nella legge Finanziaria.
    Fra quattro giorni si chiudono infine i termini per l’adesione al condono fiscale «tombale» dei redditi 2002. Nei primi due mesi dell’anno le adesioni sono rimaste nell’ordine di pochi milioni di euro. La somma di queste voci, alle quali vanno aggiunte difficoltà sul fronte delle cartolarizzazioni, secondo alcuni osservatori potrebbe obbligare il governo ad intervenire con una manovra-bis. Nei giorni scorsi una fonte del governo stimava un «ammanco» di 13 miliardi di euro ma escludeva l’ipotesi della manovra correttiva.
    Anche i due sottosegretari all’Economia, Giuseppe Vegas e Gianluigi Magri, per ora escludono questa eventualità: «allo stato attuale non è prevista. Gli strumenti esistenti consentono di tenere la situazione sotto controllo», spiega Vegas a proposito del cosiddetto “tagliaspese”, il meccanismo che in caso di sforamento dalle previsioni di spesa consente il blocco di ulteriori impegni finanziari. E Magri aggiunge: «Non possiamo fasciarci la testa a metà aprile: ci sono ancora possibilità per intervenire. Il pessimismo è prematuro».
    Manovra correttiva o meno, qualunque sarà la strada che sceglierà il governo dovrà tenere in considerazione gli ulteriori tagli che saranno necessari per garantire la riforma fiscale. «Il lavoro va avanti», dice Vegas, anche se non è ancora chiara l’entità degli sgravi da garantire già nel 2005 e da quali voci reperire le risorse: fra queste, conclude il sottosegretario, ci potrebbero essere «tagli agli sprechi, riduzione delle spese improduttive, interventi sulla duplicazione delle spese tra Stato e Regioni».