“Nella manovra più tasse per gli operai”

10/10/2001

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"Nella manovra
più tasse
per gli operai"

La denuncia dell’IresCgil
la polemica


Roma – Le tasse diminuiranno per chi ha un reddito inferiore a 22 milioni o superiore ai 50 milioni, ma aumenteranno per coloro che guadagnano tra i 23 e i 49 milioni, in sostanza gli operai e gli impiegati. È la previsione dell’IresCgil in caso di delega fiscale al governo. La riduzione della pressione fiscale è pari allo 0,3 per cento del Pil, «pari a un terzo della riduzione della pressione fiscale prevista dal Dpef, sottolinea l’istituto in uno studio sull’impatto della Finanziaria, che dice il presidente Agostino Megale è «inefficace e basata su entrate incerte e aleatorie».
L’IresCgil rileva il rischio che, a fronte di un calo dei consumi e di un prevedibile rallentamento del Pil per la mancanza, tra l’altro, di interventi anticongiunturali in Finanziaria, si dovrà mettere mano in primavera a una manovra aggiuntiva compresa tra i 7 e gli 11mila miliardi, «il che fa presagire una politica di tagli alla spesa dannosissima per le fasce più deboli».
Nello studio, l’istituto di ricerca della Cgil sottolinea tra gli altri casi di divaricazione tra promesse elettorali e atti concreti anche la carenza dell’intervento sulle pensioni minime: «L’innalzamento della pensione a un milione di lire riguarda soltanto due milioni di pensionati sottolinea Megale su un totale di sette milioni e mezzo al di sotto di questa soglia». La cifra stanziata è di 4.200 miliardi, pari in media a circa 161mila lire per 13 mensilità: per tirare fuori dalla povertà, come dice Berlusconi, tutti i pensionati al minimo sarebbero occorsi 1215mila miliardi. Quanto alla cessione degli immobili di Stato, l’Ires teme che l’operazione si trasformi in una svendita.
(r.d.g.)