Nella Fiom dubbi sul risultato

11/10/2007
    giovedì 11 ottobre 2007

    Pagina 4 – Economi

    Nella Fiom dubbi sul risultato
    Veltroni: successo strepitoso

      Ma per il centrodestra è una "Waterloo sociale"

        LUCA IEZZI

        ROMA – Soddisfazione del governo, incredulità da parte della Fiom e della sinistra radicale. I primi dati che parlano di una consistente vittoria per il "si" non cambiano le posizioni in campo.

        «Un risultato che conforta il governo e chiarisce che le tante voci che si erano alzate non erano giustificate» commenta il vicepremier Francesco Rutelli. Mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano sottolinea «che vi è stata un´altissima partecipazione di lavoratori e pensionati, che non era assolutamente scontata». Per il titolare del dicastero dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani «siamo in condizioni di dominare le divergenze in un contesto di fedeltà al governo»; dello stesso avviso il sottosegretario a Palazzo Chigi, Enrico Letta: «Se questa è la tendenza, non ci sarà più molto da discutere in Consiglio dei ministri. Se vince il sì anche la discussione nella maggioranza di governo cambia tono, e i toni ultimativi avranno meno ragion d´essere».

        Soddisfazione anche dai leader politici della maggioranza. Il segretario dei Ds, Piero Fassino, parla di «straordinario successo della democrazia e del sindacato. La stragrande maggioranza dei lavoratori e dei pensionati italiani ha ben compreso il valore riformatore e innovativo dell´accordo». Il sindaco di Roma e candidato segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, sottolinea « È un risultato straordinario, viene premiata la giustezza delle scelte avanzate dal governo Prodi e il coraggio e la lungimiranza dei sindacati. Il mondo del lavoro guarda agli interessi generali del paese con il consueto senso di responsabilità, accettando una sfida riformista».

        Gli oppositori del protocollo, a cominciare dal segretario Fiom Giorgio Cremaschi parla di «dati privi di credibilità». L´analisi della Fiom si concentra soprattutto nelle grandi fabbriche: «Nelle realtà di lavoro oltre ai 500 dipendenti, per i quali chiediamo che vengano rese pubbliche le votazioni, la voce del no si sia fatta sentire – insiste Cremaschi – mentre nelle votazioni fuori dai luoghi di lavoro ci sono delle "zone grigie": abbiamo ricevuto già 42 denunce di irregolarità».

        «Al di là del risultato finale, i dati che arrivano dalle fabbriche sono l´espressione di un forte e diffuso malessere. È la causa primaria della perdita di consensi del governo» insiste Manuela Palermi capogruppo dei senatori Pdci Verdi. Ma la sinistra radicale che non ha una posizione comune: Fabio Mussi aspetta i dati definitivi, mentre il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, invita a «tener conto del sì» e confida della capacità di Prodi di accontentare tutti. E già si annuncia una controffensiva da parte della sinistra riformista pronta a proporre emendamenti propri in contrapposizioni con quelli di Prc e alleati. Negativi i commenti dell´opposizione per Maurizio Sacconi (Fi) è «una sconfitta del no ideologico» mentre secondo Gianni Alemanno (An) «È una Waterloo sociale. Il referendum sul non ha risolto i contrasti politici nel centrosinistra, ma ha aumentato le lacerazioni all´interno del mondo del lavoro».