Nella Finanziaria fondi per gli Stl

22/10/2002

ItaliaOggi (speciale assoturismo)
Numero
250, pag. 19 del 22/10/2002

di Gaetano Orrico

Presidente
Assoturismo-Confesercenti

Critiche e osservazioni di Assoturismo-Confesercenti illustrate dal presidente, Gaetano Orrico.
Nella Finanziaria fondi per gli Stl

E riduzione Iva, in linea con l’Ue, per le aziende turistiche

La legge finanziaria 2003 appare inadeguata ad affrontare stabilmente il rilancio dei consumi e degli investimenti. Al governo chiediamo di fare di più, in particolare per le imprese turistiche, trainanti per l’economia italiana ed europea. Va accelerata l’applicazione della legge quadro; in particolare, va data effettiva operatività al Fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica. A questo scopo, chiediamo che siano istituiti fondi aggiuntivi per arrivare a forme di sperimentazione dei sistemi turistici locali, importanti per la riqualificazione e il riposizionamento di mercato delle aree turistiche, per il recupero di efficienza attraverso le nuove tecnologie dell’informazione, per la realizzazione di reti aziendali di cooperazione tra le imprese e per sviluppare un turismo sostenibile senza causare impatti negativi sul territorio.

Occorre poi andare avanti nella riduzione della pressione fiscale, prevista dal Patto per l’Italia, e prevedere nella prossima Finanziaria alcune misure a sostegno della piccola e media impresa turistica, quali per esempio la riduzione dell’aliquota Iva almeno dal 20 al 10% per tutte le attività turistiche; la rimozione dei provvedimenti che penalizzano le strutture termali; incentivi fiscali per la realizzazione di impianti per la ventilazione e il ricambio d’aria nei pubblici esercizi. Adeguati finanziamenti vanno poi assegnati all’Enit, che deve essere dotato di maggiori risorse finanziarie e di strutture organizzative efficienti per supportare il ´Prodotto Italia’ all’estero.

Per quanto riguarda l’Iva, occorre intervenire per un’armonizzazione dell’aliquota per l’intero settore, considerato che i paesi europei turisticamente più importanti praticano regimi Iva con aliquote inferiori al 10%. L’Italia sopporta quindi un differenziale negativo che falsa la concorrenza interna all’Europa. Laddove si è proceduto a una riduzione dell’aliquota, si è assistito a un incremento del volume d’affari e a un conseguente aumento delle entrate complessivo dello stato. Le imprese turistiche italiane sanno che la partita per consolidare le proprie posizioni e per conquistare nuovi mercati si gioca anche sul terreno dei prezzi e della qualità. Ci deve essere una qualità diffusa, non solo delle imprese, ma una qualità di sistema territoriale, la qualità nella pubblica amministrazione: questo è il traguardo per l’intero sistema Italia.

Più in generale, nella legge finanziaria 2003 gli interventi al risparmio appaiono incerti, mentre le misure di riforma non si presentano sufficientemente definite.

Suscita poi viva preoccupazione la previsione di risorse aggiuntive per 6 miliardi di euro, imputabili a un maggiore prelievo sulle piccole e medie imprese attraverso condoni e concordato.

La leva fiscale è, a giudizio di Assoturismo-Confesercenti, lo strumento principale da utilizzare sia per accrescere la competitività delle piccole e medie imprese sia per favorire un rilancio dei consumi. I tagli Irpef previsti dal governo per il 2003 saranno per gran parte delle pmi non solo contenuti ma di fatto solo teorici, poiché quelle stesse imprese sono infatti chiamate a contribuire in modo determinante alla buona riuscita in termini di maggiori entrate delle misure di condono. Inoltre, dai tagli Irpef resta escluso almeno il 40% delle pmi. Anche l’intervento sull’Irap, sulla cui totale abolizione siamo contrari, escluderà il 55% delle imprese, quelle che non hanno dipendenti. Per quanto riguarda l’Irpeg, siamo d’accordo con la riduzione dell’aliquota, ma chiediamo una riforma dell’imposta, che preveda una seconda aliquota ridotta per le pmi.

Quanto al Mezzogiorno, la riduzione di fatto degli stanziamenti rischia di compromettere il Patto per l’Italia, che assegna invece al tema dello sviluppo economico e sociale dell’area valenza prioritaria per la crescita dell’intera economia nazionale. Le risorse stanziate devono essere aumentate e gli stanziamenti annuali rimodulati, per rendere disponibili le risorse già dal prossimo anno. Tutte le leggi di agevolazione al sistema produttivo dovranno essere riviste, poiché il fondo perduto potrà essere mantenuto al massimo per il 50%. Gli stanziamenti previsti per la 488 sono insufficienti e si tradurranno in una scarsa o nulla funzionalità per una legge che finora ha creato migliaia di posti di lavoro. Se non saranno apportate modifiche, verranno meno le convenienze relative all’avvio e al consolidamento di attività imprenditoriali nelle aree meridionali.

Rimodulare al ribasso gli stanziamenti per la 488 è tanto più grave, se si considera che le agevolazioni sono destinate alle imprese turistiche, di qualsiasi dimensione, che svolgono attività di gestione di alberghi, motel, villaggi-albergo, residenze turistico alberghiere, campeggi, villaggi turistici, alloggi agro-turistici, ostelli per la gioventù, rifugi alpini, agenzie di viaggio e turismo, pubblici esercizi e stabilimenti balneari, che vogliono ampliare, ammodernare o riattivare le loro attività. Per molte imprese ciò può significare rinunciare alla ristrutturazione di edifici o di interni, a creare infrastrutture, ad adeguare impianti, attrezzature e arredi, a installare sistemi informatici moderni.

Alla luce della nuova programmazione dei fondi strutturali 2000-2006 e della nuova filosofia occorre che le risorse fornite dai fondi strutturali siano spese in tempi rapidi.

Le carenze e le inefficienze, in particolare al Sud, delle reti di comunicazioni (strade, autostrade, ferrovie, aeroporti, porti) unite all’arretratezza delle strutture ricettive, contribuiscono a impedire il decollo del turismo. Se si vuole che il turismo possa esprimere appieno tutte le proprie potenzialità, creando sviluppo e occupazione, è ora di lasciare da parte gli slogan e di intervenire in modo chiaro e sostanziale nelle scelte di politica economica.