Nella Finanziaria 500 milioni di euro in più per il Sud

31/10/2002






          (Del 31/10/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
          OGGI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI VARA IL MAXI-EMENDAMENTO CON TUTTE LE NOVITA´
          Nella Finanziaria 500 milioni di euro in più per il Sud
          Berlusconi: impegni rispettati. Soddisfatti industriali, Cisl e Uil. La Cgil se ne va

          ROMA
          La legge 488 verrà stralciata dall’articolo della Finanziaria che prevede la trasformazione delle risorse a fondo perduto in prestiti, il credito di imposta verrà confermato, mentre per il bonus sull’occupazione verranno allungati i tempi di applicazione. Confindustria, ma anche Cisl e Uil hanno portato a casa almeno una parte delle loro richieste. Il governo ha dovuto ammorbidire certe sue rigidità iniziali ma si è perso il consenso di Confcommercio e Confesercenti. La Cgil si è chiamata fuori dopo che due giorni fa era stata estromessa dalle consultazioni del ministro Tremonti. E´ andata a finire così «il tavolo» tra il governo e le parti sociali sulle modifiche alla Finanziaria da inserire nel maxiemendamento che oggi verrà approvato dal Consiglio dei ministri e immediatamente trasferito alla Camera, dove dovrebbe essere votato lunedì prossimo. I risultati della trattativa sono stati comunicati dallo stesso Berlusconi che ha partecipato ad una parte dell´incontro. La legge 488, considerata dagli imprenditori il punto cardine dell’incentivazione degli investimenti, viene quindi esclusa dal nuovo regime della Finanziaria e le risorse che verranno assegnate ai progetti imprenditoriali e alle iniziative collegate (patti territoriali e contratti d’area) non saranno trasformate in prestiti da restituire. Per il bonus sull´occupazione l’agevolazione viene ridimensionata e sarà pari a 100 euro al mese al Nord e al Centro e a 150 euro per chi ha compiuto 55 anni. Entrambe le cifre aumentano di 300 euro se si tratta di assunzioni effettuate nel Mezzogiorno. Per quanto riguarda invece il credito di imposta il governo ha confermato il meccanismo di incentivazione. Ad ascoltare le dichiarazioni delle varie delegazioni appena uscite da Palazzo Chigi, nessuna si è sbilanciata nel dire che la finanziaria va bene così com´è. Tant´è che la maggior parte di quanti hanno dato il loro appoggio al governo, lo hanno fatto utilizzando la metafora del «passo avanti» che l´esecutivo avrebbe fatto «in quanto siamo riusciti a strappargli 1000 miliardi di vecchie lire in più per il Sud», secondo Pezzotta. Un «passo» importante, lo è stato anche per Paolo Pirani della Uil, «ma non risolutivo per dare l´ok all´intera Finanziaria». C´è anche il presidente di Confindustria Antonio D´Amato tra quanti parlano del fatidico «passo»: «Ci sono più risorse per il Sud ed è stato ripristinato quel meccanismo di politica industriale che aveva dato buoni risultati». Molto soddisfatto dunque il viceministro per l´Economia Gianfranco Micciché: «Abbiamo raggiunto con enormi sforzi, le risorse stanziate per il Sud a saldi invariati. Il bonus per l’occupazione all’assunzione degli ultraquarantacinquenni è un fatto assolutamente importante». Più affollato, va detto, è il fronte dei tutt´ora critici. Confesercenti, per esempio, ha ritenuto addirittura di abbandonare il tavolo di confronto. La «consorella» Confcommercio non lo ha fatto ma ha stigmatizzato il metodo dei figli e figliastri, per cui il governo aveva sentito il giorno prima certe organizzazioni e non altre, e quindi resta con tutte le sue riserve sulla possibilità di questa Finanziaria di risvegliare i sopiti consumi. Critiche sono arrivate anche dalle organizzazioni agricole e da quelle degli artigiani, oltreché dai partiti dell´opposizione: «Voglio fare una scommessa con il premier – ha detto Fassino – il 5 aprile del 2003, alla prima trimestrale di cassa, senza una correzione di rotta della politica economica, il deficit del paese supererà il 3% del pil». E poi c´è la grande questione della Cgil. Il primo sindacato del Paese ha lasciato il tavolo subito dopo l´intervento del responsabile per il mezzogiorno Paolo Nerozzi, cui si è rivolto lo stesso Berlusconi per dirgli che non contava sul loro appoggio. Ma il capo del governo ha voluto addolcire la pillola con una barzelletta: «Un tale, dopo aver letto un’inserzione su un giornale nella quale si cercava un esperto di informatica con conoscenza della lingua araba, si presenta presso l’azienda – ha raccontato il presidente del Consiglio – "Lei è un esperto di informatica?", gli chiedono. Dice: "No, assolutamente no" risponde il giovanotto. "Ma conosce la lingua araba?", gli chiedono ancora. "No, io conosco solo il romanesco". "Allora perché si è presentato?", gli chiedono stupiti. Il giovanotto risponde: "Sono venuto solo per dirvi che qualunque cosa vi serve non contate su di me"». Poi, rivolto alla delegazione della Cgil, Berlusconi ha aggiunto: «Quindi, io su di voi, proprio non contavo». C´è stato anche un dissapore risolto con ironia tra Cgil e Cisl, raccontato così dall´interessata, la segretaria confederale della Cgil Marigia Maulucci: «Pezzotta si è dichiarato pronto alla mobilitazione se le modifiche alla Finanziaria non avessero corrisposto alle aspettative della Cisl. Io avevo detto che era il ruggito del coniglio, e ora Pezzotta mi ha regalato un coniglio di peluche con autografo: lo terrò sulla scrivania per ricordarmi di lui».

          Raffaello Masci