Nella Cisl è duello a colpi di probiviri

09/02/2005

    mercoledì 9 febbraio 2005

    Verso il congresso

      Nella Cisl è duello a colpi di probiviri

        S’infiamma il confronto interno tra la corrente che fa capo a Pezzotta e i fedeli a D’Antoni. Oggi l’incontro per il compromesso

          ROMA – Duello con colpi bassi nella Cisl in vista del congresso del 5-8 luglio. Il segretario generale, Savino Pezzotta, è occupato da mesi nella gestione di una situazione delicata. Tutto ruota intorno ai giudizi pendenti davanti ai probiviri, la magistratura interna. Sotto inchiesta, in seguito a ricorsi di parte, ci sono i segretari di due categorie importanti, entrambe guidate da «dantoniani» (uomini fedeli all’ex leader Sergio D’Antoni): Francesco Scrima (scuola) e Luigi Canali (Fps Lazio), il primo accusato di irregolarità nella compravendita di un immobile e il secondo di non aver onorato i debiti con società di servizi. Accuse respinte dagli interessati. Ma al di là del merito c’è il fatto che su questi casi si è scatenato un braccio di ferro nella segreteria confederale. Con i «dantoniani», capeggiati da Raffaele Bonanni, che parlano di un uso politico della magistratura interna ad opera dei «pezzottiani». E con i «pezzottiani» che respingono le accuse e vogliono che la giustizia interna faccia il suo corso.

          A far precipitare la situazione sono state le dimissioni del presidente dei probiviri, Demetrio Vartolo, e di uno dei membri, Sandro Maria Carucci. Nella lettera a Pezzotta con cui lascia, Vartolo dice che il collegio dei probiviri (5 membri) è spaccato è che prevale «l’animosità, la falsità e soprattutto una voglia di giustizialismo», che rischia di trasformare l’organo in «strumento per processi sommari». I «pezzottiani» ribattono che anche Vartolo è un «dantoniano» e che getta la spugna perché in minoranza nel collegio dei probiviri intenzionato a concludere le inchieste.

          La vicenda impegna ormai da mesi la segreteria confederale in interminabili riunioni. In quella del 4 ottobre scorso Pezzotta è sbottato: «Se mi chiedete di fermare i probiviri non ci sto e sono pronto ad andarmene». L’8 novembre si tenne un esecutivo a porte chiuse, terminato all’alba del 9, apparentemente con una tregua. Che è durata poco. La questione delle dimissioni di Vartolo e della sua successione ha impegnato la segreteria di lunedì scorso fino alle due di notte e la riunione è stata aggiornata a questa sera. Si lavora a un compromesso che prevede il congelamento dei giudizi (come vogliono i «dantoniani») ma la nomina del nuovo presidente dei probiviri subito, cioè prima del congresso (come vogliono i «pezzottiani»).

          Ma ormai, come ha scritto il segretario confederale Gigi Bonfanti sul quotidiano della Cisl Conquiste del lavoro , ci «si prepara alla conta». Pezzotta propone che al congresso venga rieletta tutta la segreteria. Lui resterebbe leader fino al giorno di Natale del 2008, quando dovrebbe lasciare per raggiunti limiti d’età (65 anni). Tutti sembrano d’accordo, ma nella segreteria c’è chi scalpita. La maggioranza «dantoniana» che elesse Pezzotta non è solida come in origine, le carte si sono rimescolate. Si combattono tra loro più minoranze. Gli aspiranti alla successione sono soprattutto Bonanni e Pier Paolo Baretta, ma ancora non hanno truppe sufficienti per l’affondo.

            Enrico Marro