Nella Cgil si apre l’era Camusso

04/11/2010

Il governo Berlusconi? «Prima va a casa e meglio è». Così ieri pomeriggio il nuovo segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, eletta la mattina con il 79,1% dei voti del direttivo, ha liquidato l’esecutivo in un’intervista con i principali quotidiani. «Il Paese — ha continuato — ha un governo che non si merita, che non affronta i problemi». E quindi «più va avanti più fa danni». Ecco perché Camusso si augura che cada quanto prima. Se poi sia meglio continuare la legislatura, magari con un governo tecnico, oppure andare alle elezioni anticipate, «spetta al presidente della Repubblica deciderlo». Detto questo, la leader della Cgil non vede contraddizione col fatto che tutte le parti sociali, compresa la Cgil, abbiano chiesto al governo un incontro per discutere delle prime intese che i sindacati e le associazioni imprenditoriali hanno raggiunto per rilanciare la crescita. «L’interlocutore è quello che è in carica e a questo abbiamo chiesto l’incontro», chiosa Camusso. Ma a chi le chiede se riconosca almeno qualcosa di buono al governo, replica: «Non mi viene in mente nulla». passaggio di consegne tra Guglielmo Epifani e Susanna Camusso, nuovo segretario generale della Cgil, eletta ieri dal Comitato direttivo nazionale del sindacato
Insomma tra Camusso occhi di ghiaccio e Silvio Berlusconi è il gelo. E non potrebbe essere altrimenti, considerando il «fattore D». D come donna. Nel senso che Camusso non è solo la prima donna segretario generale della Cgil, ma anche una dirigente che arriva a questo storico traguardo grazie anche alle sue battaglie per il movimento femminista (è sua l’iniziativa «Usciamo dal silenzio» che portò centinaia di migliaia di donne in piazza a Milano il 14 gennaio 2006). Non è un caso quindi che Camusso indichi due cose quando le si chiede quale sia la Cgil che vorrebbe: un sindacato che al lavoratore dice «sempre dalla tua parte» e che esprima di più «la capacità di indignarsi». Per cosa? Per tante cose, ma tra queste ce n’è una sulla quale insiste: lo svilimento delle donne, «sempre più considerate merce». «L’arretramento sulle donne è impressionante — continua —. Vorrei che si facesse un discorso serio sulla prostituzione e invece leggiamo solo dei festini. È etico che la politica sia coinvolta in tutto questo?». Si intuisce che con Berlusconi, se possibile, il rapporto sarà ancora più tempestoso rispetto alla Cgil di Guglielmo Epifani, l’ex leader che ieri sera ha organizzato una festa a casa propria per il passaggio di consegne. Oggi poi si replicherà al Quirino con 1.000 invitati. Il premier, intanto, dopo la «cordialissima tel e f onata » del s ot t osegretari o Gianni Letta alla nuova leader, ha mandato un telegramma di auguri: «Auspico di poter operare insieme nell’interesse supremo del Paese e dei cittadini».