Nel turismo il rilancio del Sud

20/04/2005
    mercoledì 20 aprile 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

      Beretta: « Il settore è una delle parole chiave del programma di Confindustria »
      Nel turismo il rilancio del Sud

        V.CH.

        ROMA • Confindustria rilancia sul turismo come elemento cardine per lo sviluppo, rinnova l’allarme sulle condizioni del settore al Sud e ribadisce la necessità di sostenerne il rinnovamento, così come prefigurato nel provvedimento sulla competitività. Per questo un rinvio del decreto sarebbe letale non solo per il turismo, ma proprio per le potenzialità del Sud.

        Turismo, Mezzogiorno e formazione sono le « significative parole chiave del programma della presidenza Montezemolo » , ha ricordato il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta, intervenuto ieri a Roma alla presentazione dei risultati del programma di formazione dei manager del settore turistico gestito dalla Sfc. In un periodo di difficoltà dell’industria manifatturiera il turismo « è la grande occasione per il Mezzogiorno — ha affermato Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo — a patto che le Regioni del Sud vengano dotate di infrastrutture idonee, di una fiscalità adeguata e di una cultura professionale e manageriale specifica. Per questo motivo— ha aggiunto — è importante che venga varato presto il decreto sulla competitività».

        Confindustria, peraltro, ha dovuto far slittare la Conferenza nazionale sul turismo organizzata a Napoli per il 29 aprile, proprio a causa dell’incerto clima politico.

        « Alle origini della crisi del turismo italiano ci sono, oltre agli attuali problemi congiunturali, anche specifici problemi strutturali — ha spiegato Ettore Artioli, vicepresidente di Confindustria per il Mezzogiorno — cioè frammentazione del sistema delle infrastrutture, scarsa valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali. La quota dei turisti stranieri al Sud è pari al 27% del totale, il tasso di utilizzo dei posti letto è al 38%, il più basso d’Italia. I risultati turistici del Sud appaiono ben poca cosa se paragonati alla ricchezza dell’intera area » .

        Il turismo italiano ha dunque « sempre più bisogno di un approccio integrato e di tipo industriale — ha sottolineato Beretta — che veda il settore attraverso le lenti del turista e non soltanto dell’operatore economico » e che Regioni ed enti locali mettano ai primi posti delle loro agende lo sviluppo del settore. Dal forum su turismo e formazione è arrivato dunque un appello affinchè vengano rimessi in movimento gli interventi in favore dell’industria di viaggi e vacanze.

        « Il rilancio del turismo è uno dei punti qualificanti del provvedimento per la competitività. È un fatto molto importante che il settore sia tornato all’attenzione del Governo » e questa svolta va sostenuta adeguatamente, ha aggiunto Beretta.

          « L’offerta italiana deve recuperare competitività sui mercati — ha concluso Jannotti Pecci — per questo motivo è importante che Agenzia per il turismo e Comitato nazionale di coordinamento vengano varati in tempi brevi. Nel frattempo l’Enit sta già predisponendo i progetti di promozione sull’estero della destinazione Italia come se potesse contare sui 20 milioni di fondi aggiuntivi del decreto. Uno stop in questo momento sarebbe davvero grave ».