Nel sindacato prove di dialogo

11/11/2002




            9 novembre 2002

            ITALIA-LAVORO


            Nel sindacato prove di dialogo

            Epifani, Pezzotta e Angeletti si incontreranno lunedì al Cnel
            Massimo Mascini


            ROMA – I tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil attorno allo stesso tavolo per discutere di unità sindacale. Sembra un flash degli anni passati, quando il sindacato era davvero unito o comunque non si passava per "nostalgici" nel dire che l’unità in fondo fa bene proprio agli stessi lavoratori. E, invece, sarà il titolo dei giornali di martedì prossimo, il giorno dopo che Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti si riuniranno, alla biblioteca del Cnel, per discutere appunto di unità sindacale. Le terribili cronache della vertenza Fiat hanno riavvicinato in queste ultimissime ore le tre confederazioni, ma, a parte l’emergenza auto, le tre sigle sindacali non sono mai state così lontane, il clima dell’unità non è mai stato meno di moda. E l’occasione di incontro tra i tre è dovuta solo all’influenza di un ristretto gruppo di vecchi saggi del sindacato, uomini molto amati e molto stimati, che da anni si sono ritirati dalla battaglia sindacale di tutti i giorni, ma che ora hanno creduto di dover scendere di nuovo in campo nel tentativo sperano non utopico di riportare un po’ di ragionevolezza nelle file sindacali. Pierre Carniti, Tonino Lettieri, Giorgio Benvenuto, Mario Colombo. Per anni sono stati «il» sindacato, hanno retto importanti strutture, sono stati il vertice pensante e di azione delle tre confederazioni. Adesso fanno mestieri diversi, per lo più "pensano" e naturalmente pensano al sindacato. Si sono uniti a un gruppo di giovani intellettuali, guidati da Michele Magno, per formare un gruppo di pressione culturale che porti avanti gli ideali dell’eguaglianza e della libertà. E si sono chiamati proprio così, «Eguaglianza e libertà», dispongono di un sito su Internet www.eguaglianzaeliberta.it e di una rivista «Quaderni di eguaglianza e libertà monotematici». Il loro obiettivo, lo spiega la quarta di copertina del primo quaderno dedicato alle nuove responsabilità e ai nuovi diritti nella società della conoscenza, è quello di riaffermare il valore sociale del lavoro. Partono dalla consapevolezza che quando al lavoro viene negato il rango di diritto umano di base e di diritto politico per eccellenza è possibile si profili il ritorno a una condizione di tipo feudale. Chi conosce Carniti non si meraviglia del taglio etico dell’approccio dato. E lo stesso hanno fatto invitando lunedì i tre segretari generali a discutere del ruolo del sindacato. Non pensano che le tre confederazioni debbano necessariamente mettersi d’accordo. Loro, che l’unità l’hanno fatta davvero, fino a sfiorare quella organica, sanno che l’unità è la migliore arma per i lavoratori. Ma, partendo dall’attuale situazione, vogliono chiedere a Epifani, Pezzotta e Angeletti se non credono necessario stabilire le regole del gioco, soprattutto in tema di rappresentanza, secondo le quali possa svolgersi anche la competizione nella quale il sindacato oggi si trova. Sarà Marco Cianca a chiederglielo moderando il dibattito.