«Nel programma dell’Unione è sbiadito il tema del lavoro»

19/01/2006
    giovedì 19 gennaio 2006

      Pagina 7 – Politica

      IL CASO

        Damiano, responsabile Ds: sono spariti gli incentivi all’assunzione non a termine, come i paletti alla flessibilità

          «Nel programma dell’Unione è sbiadito il tema del lavoro»

            di Giampiero Rossi / Milano

              «Capisco le necessità di sintesi al momento di armonizzare il testo del programma dell’Unione, ma sulla parte che riguarda il lavoro occorre fare molta attenzione a salvaguardare gli elementi fondamentali che caratterizzano le nostre posizioni». Il tono è pacato e diplomatico, come sempre, ma l’allarme è forte. Cesare Damiano, responsabile delle politiche per il lavoro della segreteria dei Ds è preoccupato per alcune “trasformazioni” subite dal testo specifico di programma, elaborato dopo mesi di discussioni.

                In sostanza, al momento di legare tra loro i vari pezzi di programma dell’Unione, la necessità di sintesi ha provocato, secondo quanto segnala Damiano, una “limatura” eccessiva che tocca alcuni passaggi chiave delle politiche che la coalizione di centrosinistra intende proporre agli elettori e da adottare nella futura azione di governo. E, come sottolinea lo stesso dirigente diessino, non si tratta di temi di secondaria importanza.

                  «Già, perché le differenze tra il testo originale e quello che ho letto nella versione sintetizzata coinvolgono anche uno degli argomenti decisivi della nostra politica per il lavoro – spiega Cesare Damiano – quello che ci consente di affermare che l’Unione pone al centro della propria attenzione il lavoro a tempo indeterminato come forma “buona” di lavoro, naturalmente senza per questo negare la possibilità di applicare anche le forme di buona flessibilità. Ma perché ciò sia anche possibile, oltre che auspicabile, è necessario riservarsi una politica di incentivi alle imprese attraverso lo strumento del credito d’imposta…». Che invece è scomparso dal testo di programma.

                    Ma anche in tema di flessibilità la nuova versione del programma della coalizione, secondo il responsabile del lavoro dei Ds, si presta a equivoci pericolosi: «Eh sì, perché mi sembra molto opportuno precisare che l’Unione è contraria alla legge 30 e ai decreti legislativi 276 e 368, perché moltiplicano le tipologie di rapporti di lavoro flessibili».

                      Un terzo passaggio che suscita perplessità riguarda la rappresentanza sindacale. «Abbiamo sempre detto che l’Unione ha chiara l’esigenza di definire un quadro legislativo a sostegno del sistema di rappresentatività sindacale. Qualcosa di simile a quanto già avviene nel pubblico impiego, per effetto della legge Bassanini, ma esteso con le dovute correzioni al settore privato», spiega ancora Damiano. E a proposito del pubblico impiego, il dirigente della Quercia aggiunge anche l’opportunità di affermare con chiarezza, nel programma, che il centrosinistra non considera attuabili esternalizzazioni di servizi tutelati costituzionalmente.

                        «Si tratta di differenze sostanziali tra la versione originale e quella successivamente rielaborata del programma sul lavoro che non mi trovano d’accordo – ribadisce Damiano – e di questo ho ho già parlato con i dirigenti del mio partito e della coalizione. La cabina di regia dell’Unione deve adesso verificare questi aspetti e ripristinarli, perché sono il frutto di un lungo confronto e di un accordo tra dieci partiti».