Nel nuovo Welfare sgravi per i neo-sposi

05/04/2002





Maroni studia un pacchetto di misure per le famiglie: agevolazioni fiscali sulla casa ma non alle «coppie di fatto»

Nel nuovo Welfare sgravi per i neo-sposi

«Ma una vera riforma degli ammortizzatori sarà molto costosa» – La Cisl: le risorse nero su bianco già nel Dpef

ROMA – Sgravi fiscali per "aiutare" per le "giovani" famiglie già formate, o in via di formazione, ma non alle coppie di fatto. È questo l’obiettivo di un disegno di legge al quale sta lavorando il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Il testo è stato solo abbozzato. Appare comunque probabile che i benefici fiscali riguarderanno gli acquisti della casa e in particolare quelli in cui è necessario il ricorso a un mutuo. Ma sulla proposta è subito scontro con l’opposizione che si divide: d’accordo la maggioranza; cautamente favorevole la Margherita; nettamente contrari Ds, Pdci e Rifondazione. Intanto il Governo stringe i tempi sulla riforma degli ammortizzatori. Che – ha detto Maroni – «per essere vera sarà costosa». Il documento sul "welfare to work" dovrebbe essere presentato alle parti sociali dopo il 16 aprile. Non a caso ieri Maroni ha confermato il "sì" alla ripresa del dialogo ma dopo lo sciopero generale. Sugli ammortizzatori però il leader della Cisl, Savino Pezzotta, chiede al Governo di mettere nero su bianco le risorse necessarie. Ma il presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, ribadisce l’urgenza delle riforme: «Quella dell’articolo 18 è solo una delle riforme di cui l’Italia ha urgente bisogno. Compresi gli ammortizzatori sociali». Gli sgravi fiscali per le giovani coppie. Il progetto al quale stanno lavorando gli esperti del Welfare è ancora a uno stato embrionale, anche se è certo che gli aiuti non riguarderanno le coppie di fatto. Ma sulla proposta è subito scontro. Positivo il commento del presidente del gruppo Udc alla Camera, Luca Volonté. Che ricorda che nella scorsa legislatura proprio i centristi dell’attuale maggioranza avevano presentato un proposta di legge in tal senso. Soddisfazione è stata espressa anche dal Riccardo Pedrizzi (An), presidente della commissione Finanze del Senato. L’opposizione invece si divide. Per Renzo Lusetti (Margherita) la proposta di legge a sostegno delle giovani coppie sposate è «una buona pista da sviluppare con attenzione». Maura Cossutta (Pdci) attacca invece il Governo: l’Esecutivo ha scelto «apertamente la strada della legislazione confessionale. Il welfare di Maroni è autoritario e discriminatorio». Dura anche Livia Turco (Ds): «Siamo di nuovo alla proposta del matrimonio considerato a livello di mercimonio, che ci allontana dall’Europa». D’Amato: le riforme sono urgenti. «Mi auguro che dopo lo sciopero generale il tavolo si riapra immediatamente»: in un intervista al settimanale "Panorama" D’Amato torna ad auspicare la ripresa del dialogo. Ma ripete anche che le riforme sono urgenti. Per il leader degli industriali «una maggiore flessibilità del lavoro deve andare di pari passo con una nuova impostazione dello Stato sociale e quindi una diversa politica degli ammortizzatori sociali». E alle proposte lanciate dal leader della Cgil, Sergio Cofferati, D’Amato risponde: «Sul merito delle questioni la Confindustria non ha mai rifiutato di discutere né ha posto veti. Anzi, dal tavolo del confronto noi non ci siamo mai alzati. Se ora Cofferati ha finalmente deciso di sedersi siamo i primi a rallegrarci. Vedo però – prosegue – che insieme a proposte che si possono discutere continua a porre una condizione pregiudiziale, lo stralcio dell’articolo 18 che di fatto significa un veto alla riforma del mercato del lavoro». Che va invece «modellata seguendo le indicazioni del Libro bianco di Marco Biagi». Pezzotta: nel Dpef i soldi per gli ammortizzatori. Un impegno finanziario preciso già nel Dpef per gli ammortizzatori: a chiederlo è Pezzotta. Che afferma: se il Governo non si impegna fin dal Dpef, «come fanno le risorse a entrare in Finanziaria?». Per il leader della Cisl una riforma graduale comporterebbe un impegno di 1,5 miliardi di euro nel 2003 per arrivare a regime a 7,5 miliardi di euro. Pezzotta poi assicura che lo sciopero generale avrà una piena riuscita e accusa il Governo di voler indebolire il sindacato: se vuole il dialogo, deve prima togliere di mezzo l’articolo 18. Quanto alle affermazione della Cgil sugli ammortizzatori, Pezzotta sottolinea che «Cofferati ha ribadito le posizioni che da tempo sono della Cisl».

M.Rog.