Nel match governo-parti sociali spunta il “contributivo per tutti”

02/05/2002


 
Pagina 8 – Economia
 
IL RETROSCENA
 
I centristi favorevoli ad uno scambio tra art.18 e sistema previdenziale. Riforma fiscale dal 2003
 
Nel match governo-parti sociali spunta il "contributivo per tutti"
 
 
 
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – Oggi è la Festa del Primo Maggio, da domani il governo potrebbe decidere di convocare le parti sociali a Palazzo Chigi per tentare di uscire dal «tunnel» dell´articolo 18. I «centristi» della maggioranza, ma anche An, sono all´opera per trovare il modo di riaprire il dialogo con le parti sociali senza che i sindacati si alzino dal tavolo un minuto dopo. I contatti informali tra esponenti della maggioranza e Cisl-Uil sono continui: fino alla scorsa settimana erano incentrati soprattutto sugli ammortizzatori sociali, la «chiave» individuata dal governo per spostare l´attenzione dalle modifiche dell´articolo 18, perlomeno fino alle elezioni amministrative del 26 maggio. Ora c´è una novità.
Negli ambienti dell´Udc (gruppo costituito dal Ccd di Follini, Cdu di Buttiglione e De di D´Antoni) va maturando un nuovo progetto: quello di uno scambio tra modifiche all´articolo 18 e, nell´ambito della riforma previdenziale, del «contributivo» per tutti. La proposta è questa: il governo torna alla finestra e rinvia nuovamente alla discussione delle parti sociali il caso dell´articolo 18, ponendo un termine per il raggiungimento dell´accordo. Nello stesso tempo apre un tavolo per la definizione del nuovo meccanismo di calcolo dei contributi previdenziali, meccanismo che ha tra i suoi sostenitori anche Tremonti. Come farà questa volta Cofferati – ragionano i «centristi» del Polo de destra sociale – a dire di no anche a questo confronto, tenuto conto che fu egli stesso a proporre l´estensione del contributivo per tutti ai tempi del governo D´Alema? A questa discussione si potrebbe poi affiancare anche quella sugli ammortizzatori sociali, che – stando ad un´altra ipotesi, cara al Tesoro – dovrebbero essere destinati, in un primo momento, solo ai lavoratori espulsi dalle aziende in forza delle modifiche all´articolo 18: i casi, valuta il governo, non dovrebbero essere molti e dunque la spesa sarebbe contenuta.
Mentre Adriano Musi (Uil) boccia l´idea di un trasferimento delle modifiche all´articolo 18 dalla delega lavoro al disegno di legge sul sommerso e Stefano Parisi (Confindustria) sottolinea che «le proposte vanno fatte al tavolo, altrimenti vengono bruciate», la Cgil anticipa la sua reazione ad uno scambio tra nuovo articolo 18 ed estensione del contributivo pro-rata per tutti. «Non potremmo che dire di no – assicura Beppe Casadio, segretario confederale Cgil – ognuno di questi temi ha il proprio merito e non esistono ipotesi di scambio incrociato. Ammesso che oggi abbia ancora senso pensare a un sistema previdenziale basato sul contributivo per tutti, noi siamo disponibili a discutere e porteremo su ogni tema le nostre proposte, ma ogni cosa ha la sua sede».
La Cgil sta lavorando a una «piattaforma» che sarà articolata su tre punti principali: l´estensione dei diritti e delle tutele fondamentali ai parasubordinati, il rafforzamento degli ammortizzatori sociali, la semplificazione e l´accelerazione delle procedure sul contenzioso del lavoro, in particolare sulla parte che riguarda i licenziamenti individuali. Il 6 maggio la «piattaforma» sarà sottoposta all´esame del direttivo, dopodichè la Cgil la confronterà con le ipotesi che verranno fuori da Cisl e Uil, che hanno riunito le rispettive segreterie rispettivamente ieri e oggi. Oggi, tra l´altro, la segreteria della Cgil ha avviato le procedure per l´integrazione della segreteria nazionale dopo l´uscita di Cofferati in giugno.
I sindacati hanno anche preso atto che da Palazzo Chigi non è arrivata alcuna risposta alla loro richiesta di un incontro sulla riforma fiscale, riforma che il 6 maggio approderà in aula alla Camera e che assume contorni meglio definiti. Il primo passo, ha spiegato ieri il relatore Emanuele Falsitta dovrebbe essere l´introduzione, già dal 2003, della no-tax area: la nuova soglia per il reddito non imponibile sarà compresa tra i 6mila e i 9mila euro (12-18 milioni di lire) sia per il lavoro dipendente sia per quello autonomo. La no tax area diminuirà con l´aumentare del reddito, ha aggiunto Falsitta, mentre le deduzioni non si applicheranno sopra una soglia che dovrebbe situarsi ai 40-45 mila euro. Per Falsitta, il costo complessivo della riforma, che ridurrà le aliquote da cinque a due e che i sindacati giudicano iniqua perché non rispetta il principio della progressività fiscale, sarà di 20 miliardi di euro, che «saranno destinati soprattutto alle deduzioni nelle fasce più basse».