Nel duello Pezzotta-Cofferati la platea Uil sceglie la piazza

06/03/2002


 
MERCOLEDÌ, 06 MARZO 2002
 
Pagina 9 – Economia
 
Il leader Cisl: che danno la protesta solitaria. La replica: anche noi chiediamo più rispetto
 
Nel duello Pezzotta-Cofferati la platea Uil sceglie la piazza
 
 
 
Piena sintonia con il leader Cgil sui contenuti, fischi per la scelta unilaterale. Angeletti: discorso leale e trasparente
 
SALVATORE TROPEA

TORINO – «La scelta dello sciopero generale da parte della Cgil è una ferita profonda che non sarà facile rimarginare» dice il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, e la platea applaude. «Con la scelta dello sciopero non volevamo rompere i rapporti con nessuno, essa è stata presa dopo aver verificato che non esistevano le condizioni per decidere insieme il da farsi» risponde il segretario della Cgil, Sergio Cofferati, e la platea dissente con dei «buu!!» e qualche fischio. Savino, Sergio e il popolo della Uil in una mattinata d´inverno al Lingotto, tutti d´accordo sulla necessità di ricercare una linea comune contro il governo e tutti in disaccordo su come fare. Per di più col tarlo del sospetto che avvelena la discussione, alimenta i risentimenti e impone la richiesta di reciproco rispetto.
E´ curioso e del tutto casuale che accada, qui al Lingotto, quartier generale della Fiat, per dire l´azienda torinese i cui vertici, negli ultimi mesi, non hanno mai smesso di ripetere che l´articolo 18 è un falso problema e che non è il caso di scatenare guerre di religione. Il fatto è che non è soltanto l´articolo 18 ad acuire il male oscuro dei sindacati. C´è altro e nel faccia a faccia tra il leader della Cisl e quello della Cgil affiora impietosamente anche quando i due si sforzano di cercare un sentire comune. «Non ci sono ambiguità da parte nostra» dice Pezzotta «e la chiarezza della nostra posizione dovrebbe essere rispettata, non dico condivisa, ma rispettata». E Cofferati: «L´obiettivo della Cgil è quello di fare un accordo che dia risultati consistenti alla gente… e non ho dubbi che anche questa sia la vostra intenzione». Ancora dissensi da parte della platea ma il leader della Cgil non molla. «Ci chiedono rispetto, ma siamo noi che chiediamo rispetto per le nostre scelte e vorrei che non venisse banalizzata e tradotta in caricatura la posizione della mia organizzazione» .
Il tono risentito ma sempre pacato coglie in contropiede i delegati della Uil che, in bilico tra l´accordo sui contenuti e il dissenso sui metodi, applaudono e fischiano con generosità e furori da socialismo storico. Franco Lotito sostiene che «fanno il tifo con la tensione di chi vuole certezze», Silvano Veronese parla di « comportamento che fa parte dell´indole della Uil», Amedeo Croce lo spiega col «risentimento per lo sciopero». I dirigenti della Uil conoscono gli umori della base e preferiscono vedere il bicchiere mezzo pieno, guardare alle cose che uniscono e non a quelle che dividono. Anche quando queste ultime affiorano come nello scontro Pezzotta-Cofferati sul tema dell´unità sindacale oggi più che mai nervo scoperto. «Con quello che sta avvenendo l´unità non è vicina anche se la Cisl continua a mantenere nel suo orizzonte questa prospettiva» avverte Pezzotta. «Abbiamo insieme una dura ma bella condanna, quella di ricercare insieme con passione le ragioni dell´unità, partendo dalle ragioni del rispetto» replica il leader Cgil. E conclude: «Non ero alla ricerca di un facile consenso oggi per poi comportarmi diversamente domani. Questo lo può fare un ministro, non capiterà mai al segretario della Cgil». Ora la platea applaude convinta e Luigi Angeletti può definire l´intervento di Cofferati «leale e trasparente». «C´è ancora spazio per salvare l´unità dei lavoratori e rafforzarla» commenta un vecchio sindacalista Uil della Fiat. E questa certezza vale forse di più della insistenza con la quale Pezzotta sostiene di essere rimasto della sua opinione anche dopo il discorso di Cofferati.