Nel Comune della Brambilla azzerati i fondi al turismo

11/01/2010

CALOLZIOCORTE (Lecco) — Al turismo lo 0,01%. Alla cultura uno zero senza nemmeno i decimali.
Cifre che sono un dispetto al ministro del Turismo, perché sono stampate sul bilancio comunale 2010 di Calolziocorte, il paese dove Michela Vittoria Brambilla è nata, cresciuta e ancora abita, in via Manzoni, nella sua villa-zoo, immersa nel verde e circondata dagli amati animali, a 500 metri in linea d’aria dal municipio. Con Calolziocorte, quattordicimila abitanti, lungo l’Adda e con le montagne alle spalle, il ministro del Turismo non ha mai tagliato il suo cordone ombelicale.
La Brambilla qui conserva una sorta di personale microcosmo, un cocktail di famiglia, parenti, amici, industria, business, auto di lusso, cani e gatti. Ma l’ingegnere Paolo Arrigoni, sindaco eletto al secondo mandato nel 2008, con i voti della Lega Nord e dei Circoli della libertà fondati dallo stesso ministro, alla Brambilla ha fatto un dispetto. Arrigoni non soltanto ha «ghigliottinato» la cultura, tagliando i quarantamila euro erogati nel 2009, ma alla voce turismo, dove negli anni scorsi gli investimenti sono sempre stati di prim’ordine, per il 2010 ha stanziato l’equivalente di un granello di sabbia: 2.000 euro, pari allo 0,01 per cento dei circa 11 milioni di euro, che l’amministrazione locale sborserà nei prossimi dodici mesi fra spese e investimenti. «I tagli che abbiamo fatto sono una provocazione — dice il sindaco Arrigoni —. Sono una forma di protesta, anche se molto sofferta, non tanto contro il governo, ma contro un sistema che anno dopo anno taglia i fondi agli enti locali».
Prima delle feste di Natale, il consiglio comunale di Calolziocorte ha approvato il bilancio comunale sforbiciato dal sindaco leghista. Ma in un paese dove regnano villette e fabbriche, il giro di vite su cultura e turismo fra la gente sono passati praticamente nella più completa indifferenza.
Soltanto l’opposizione si è ribellata. I consiglieri della minoranza hanno alzato la voce: «È una vergogna. Sia perché questo Comune vanta un ministro del Turismo ma anche perché destinare i soldi alla cultura è un segno di civiltà»