Nel 2003 i prezzi Coop sotto il tasso d’inflazione

11/06/2004

      11 Giugno 2004


      Il presidente Soldi:
      «Fallimentare la politica economica del governo»
      Nel 2003 i prezzi Coop sotto il tasso d’inflazione
      Gildo Campesato

      ROMA Gli italiani? Più poveri di un paio d’anni fa e assai meno ottimisti. Questo lo scenario economico visto dall’osservatorio di Coop, il gigante della distribuzione targato Lega delle Cooperative. «Per la prima volta da molti anni assistiamo ad una diminuzione dei consumi. Tanta parte delle famiglie italiane ha la netta consapevolezza di un calo del potere d’acquisto. Il momento non è facile», denuncia Aldo Soldi, eletto la scorsa settimana dalla conferenza di organizzazione presidente nazionale di Coop.
      Con oltre 5 milioni di soci, un fatturato di quasi 11 miliardi di euro, una quota di mercato del 17% nella grande distribuzione, con una base imprenditoriale di 163 cooperative e una rete di 1.257 punti vendita in quasi tutte le regioni italiane, il laboratorio della Coop è forse uno dei più pronti ad analizzare gli umori dei consumatori italiani. «Pesano tanti fattori – osserva Soldi – la diminuzione del potere d’acquisto delle retribuzioni, il rincaro di molti servizi che ha gravato sui bilanci familiari, l’aumento della tassazione sulle famiglie, una speculazione al momento del passaggio all’euro che nessuno ha arginato. Tutto questo ha determinato un clima di sfiducia che si riflette sui consumi».
      Gli italiani hanno ovviamente reagito. Il consumatore si è fatto più attento e diffidente. Sceglie con cura, bada al prezzo, ma vuole anche qualità. E l’invito del premier ai commercianti ad abbassare i prezzi? «Per quel che ci riguarda, lo abbiamo già fatto, non abbiamo avuto bisogno di certi stimoli. Basta guardare i dati del 2003: l’inflazione media dei prodotti alimentari è stata del 3,8%; i nostri prezzi sono cresciuti solo dell’1,3%. E la convenienza è ancor più aumentata in questi primi mesi del 2004: più 3,8% la crescita dei prezzi Istat, più 1% i nostri. Abbiamo svolto una attività di controllo e calmieratrice. Piuttosto, Berlusconi si dia da fare per applicare la legge Bersani e favorire l’apertura dei centri commerciali: le pastoie burocratiche sono così appiccicose che ci vogliono anche 15 anni per portare a termine un progetto».
      Tra le rivendicazioni di Coop vi è una maggior apertura del mercato dei farmaci, con la possibilità di vendere prodotti medicinali da banco, e della distribuzione del carburante nei piazzali degli ipermercati, con risparmi per gli automobilisti sino a 10 centesimi il litro.
      In ogni caso, Coop guarda avanti, forte anche di dati che la vedono crescere nonostante il momento difficile. Entro il 2007 è prevista l’apertura di 107 nuove strutture targate Coop con investimenti per 1,6 miliardi e la creazione di 14.000 nuovi posti di lavoro. Un impegno che riguarderà anche le regioni meridionali con interventi in Puglia, Campania e Sicilia.