Nel 2002 occupazione senza crescita

19/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
066, pag. 5 del 19/3/2003
di Roberto Miliacca


Rapporto isfol.

Nel 2002 occupazione senza crescita

Occupazione senza crescita. Con questa formula l’Isfol ha fotografato, nel suo Rapporto 2002, l’andamento positivo, lo scorso anno, del mercato del lavoro in Italia (il tasso di occupazione è cresciuto dell’1,8%, facendo raggiungere quota 22 milioni di occupati complessivi), a fronte del quale però non è corrisposta un’identica ripresa dell’economia. Due le ragioni, secondo gli analisti, di questo fenomeno tutto italiano, che non tiene conto neppure della congiuntura economica internazionale: da un lato, il ritardo con il quale il ciclo economico tende a riflettersi sull’occupazione; dall’altro, ´l’espansione del lavoro dipendente a tempo pieno nei servizi potrebbe riflettere la difficoltà delle imprese a reclutare manodopera e, dunque, la tendenza a concludere contratti di lavoro di questo tipo quando si reperisce personale adatto’.

A livello settoriale, spiega l’istituto di ricerca guidato dal commissario straordinario Carlo Dell’Aringa, la crescita dei posti di lavoro si è manifestata particolarmente vivace nei settori delle costruzioni, dei servizi, sia privati che alle imprese, nel commercio e nell’industria.

La riduzione del tasso di disoccupazione (oggi si attesta attorno al 5%, il minimo mai toccato dal 1992), il trend di crescita della componente femminile nel mercato del lavoro, in modo particolare nel Nordest, dove peraltro si è iniziato ad attingere al bacino delle persone inattive in conseguenza della raggiunta piena occupazione nell’area, ma anche la ripresa dell’occupazione giovanile, soprattutto nelle regioni del Centronord e comunque grazie all’utilizzo di contratti di lavoro dipendente anche di tipo temporaneo, sono solo alcuni degli elementi messi in rilievo nel rapporto Isfol di quest’anno.

Nel rapporto emerge l’affermarsi dei lavori atipici: anche se in Europa, in media, questo tipo di contratti ha raggiunto quota 28,8%, il 16,1% cui è arrivata l’Italia attesterebbe la ricerca di nuovi meccanismi per consentire l’accesso al mercato del lavoro. Con una curiosità tutta italiana: nell’ultimo anno l’86% degli occupati temporanei ha conservato il posto di lavoro. Inoltre tra i lavoratori che 12 mesi fa avevano un impiego a termine, circa 4 su 10 hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato.

Soddisfatta Maura Nobili, presidente di Manpower: ´Il rapporto conferma che l’aumento esponenziale del lavoro temporaneo registrato negli ultimi anni ha dato un impulso importante alla crescita del numero dei posti di lavoro flessibili complessivamente generati’.