Nei piani della Uil riforma contrattuale e un patto politico

15/02/2001




Un premio per la flessibilità

Nei piani della Uil riforma contrattuale e un patto politico

Augusto Grandi

TORINO Un nuovo patto politico che spazia dalla riduzione del costo del lavoro all’utilizzo del Tfr, dalla riforma del sistema contrattuale al premio per la flessibilità. Lo ha proposto ieri Franco Lotito, segretario confederale della Uil. E l’immediata risposta di Guidalberto Guidi, consigliere di Confindustria per le relazioni industriali, è stata improntata alla massima disponibilità: «Il documento della Uil — ha sostenuto Guidi — è apprezzabile e offre spunti interessanti su molti problemi perché denota la consapevolezza del profondo mutamento in atto».

Da Confindustria, dunque, il via libera a una discussione a tutto campo, senza precondizioni e pregiudizi. In effetti Lotito, nel corso del convegno torinese sul "valore del lavoro", ha offerto numerose opportunità di discussione. Partendo dal presupposto che le retribuzioni medie, specie per le categorie che non hanno avuto l’opportunità della contrattazione di secondo livello, hanno subito un arretramento rispetto all’inflazione reale Lotito ha ricordato che la liberalizzazione del mercato del lavoro ha indubbiamente creato nuove opportunità ma, al tempo stesso, ha creato una consistente fascia di lavoro precarizzato sotto retribuito e sostanzialmente privo di tutele normative e contrattuali. Ma questo è solo uno degli effetti di un cambiamento sempre più rapido che richiede risposte diverse dal passato.

E la Uil prova a fornire alcune di queste risposte. Partendo dal costo del lavoro eccessivo a fronte di retribuzioni effettive particolarmente basse. Una contraddizione da risolvere intervenendo contro l’evasione fiscale e retributiva, con l’apertura di spazi contrattuali nuovi per decidere la destinazione di quote di reddito liberate dalla riduzione del cuneo fiscale e contributivo verso forme di accumulazione a scopo previdenziale, con la defiscalizzazione dei salari più bassi e con la valorizzazione dei risultati della contrattazione di secondo livello.

Riguardo a quest’ultimo punto, Lotito ha ribadito la necessità del doppio livello contrattuale. Ma ha sollecitato alcuni cambiamenti che prevedono il ripristino della cadenza triennale del rinnovo dei contratti nazionali, la conseguente unificazione della parte economica e della parte normativa e il superamento del biennio, la riorganizzazione della contrattazione di secondo livello che può avvenire a livello aziendale o territoriale (ma, ovviamente, in modo alternativo).

Vuole essere innovativa la proposta sulla flessibilità del lavoro. Perché Lotito ha chiarito che il sindacato non vuole negare la flessibilità, ma intende garantirle un elevato riconoscimento sociale. In pratica, dunque, i neoassunti con contratti flessibili devono ottenere retribuzioni più elevate rispetto a chi ha la garanzia del posto fisso. Una sorta di premio per il rischio. E si devono prevedere occasioni formative nonché la certezza di un sistema di welfare che offra tutela sociale anche in condizioni di flessibilità del mercato del lavoro.

Quanto al Tfr, la Uil ipotizza che, al posto di una trattativa generale che non è decollata, si arrivi a trattative specifiche di settore nel corso dei rinnovi contrattuali di categoria, per definire le quote di Tfr da trasferire per il potenziamento dei fondi integrativi.

Giovedì 15 Febbraio 2001