Nei fumetti di Pat Il destino delle Donne flessibili

06/12/2010

Lei dice: “Sono una moglie, una madre, una donna che lavora”. Dio la osserva e chiede: “Anche tu una e trina?”. E’ il testo sorridente di una delle oltre cento vignette create da Pat Carra e raccolte in un libro “Annunci di lavoro” (Ediesse), distribuito con un Dvd che contiene tre video. E’ un po’ il seguito di un altro volume di successo: “La Bella Addormentata fa il turno di notte”. E’ sembra anche accostarsi alla recente campagna promossa dalla Cgil, attraverso, anche qui, una serie di annunci di lavoro paradossali ma spesso aderenti alla realtà. Una campagna dedicata alle giovani e ai giovani“non più disposti a tutto” e che ha consegnato un segnale di novità al neo-segretario Cgil Susanna Camusso. Un segnale apparso in piazza San Giovanni nella manifestazione del 27 novembre, con i giovani (i figli), accanto agli anziani (i padri). Anche le protagoniste della arguta penna di Pat sono precarie e esercitano in tutti i campi: giornaliste, psicanaliste, postine, modelle, infermiere, veterinarie, marinaie, cuoche, suore, avvocate, pewrsino rapinatrici. Un piccolo esercito alle prese con una raffica di annunci. Ecco qualche esempio: “Dopo aver fatto mille lavori ne cerco uno che mi liberi degli altri 999”, “Ventenne cerca impiego che richieda esperienza ventennale”, “In miseria cerca posto per stare a galla”, “Ragazza con dieci lavori cerca lavoro con dieci stipendi”, “Giornalista sulla strada cerca edicola”, “Mille idee per la testa cerco lavoro per la tasca”,”Fata cerca posto da fame da trasformare in posto da favola”, “Psicanalista senza divano cerca pazienti con sacco a pelo”, “Psicologa cerca nevrotici di poche parole”, “Azienda attenta alle risorse umane cerca giovani commestibili”, “Senza tetto senza lavoro offresi come pupazza di neve”, “Postina precaria cerca posta fissa”, “Filosofa disoccupata cerca se stessa”. Sono storie ridotte a battute fulminanti (nel Dvd allegato sottolineate da musiche e colori) che Pat ha ricostruito avvalendosi di conversazioni con la figlia ventenne nonché con le donne (Lia Cigarini) della Libreria delle donne di Milano. Ne è uscito un libro che tralascia i piagnistei, ma inneggia alla libertà e all’autonomia. Le eroine di Pat sanno ridere di se stesse, e così progettano le vie di un cambiamento possibile. Le donne, racconta l’introduzione, “stanno trasformando il mondo del lavoro con grandi fatiche, nuove libertà,impreviste forme di lotta”. Mantengono così “la loro differenza e non si piegano ai tradizionali schemi di lotta e di organizzazione pensati dagli uomini per gli uomini, sono il tentativo umoristico di sovvertire l’ordine dato e di ridere dell’alienazione”. Così queste cento vignette “evocano la ricerca di nuove strade, il desiderio di non adattarsi”. Anche loro non ci stanno più.