Nei conti Fiat un rosso da 800 milioni

26/01/2010

TORINO – Quando finisce la riunione del cda, Luca di Montezemolo si siede sulla poltrona e sorride: «Fortunatamente il 2009 è terminato». I numeri sono lì a dimostrare che i costruttori dell´auto «sono stati pesantemente malmenati dal calo dei mercati», come dice Sergio Marchionne, parlando di «uno degli anni più difficili della storia delle quattro ruote». Nel secondo semestre gli incentivi hanno fatto salire le vendite e, in fondo, non è certo l´auto la principale responsabile del rosso Fiat. I punti dolenti sono infatti i camion (Iveco) e soprattutto le macchine movimento terra (Cnh).
I numeri dicono che il 2009 si è chiuso con un rosso di 848 milioni che si confronta con un utile di esercizio di 1,7 miliardi nel 2008. Un crollo di 2,5 miliardi che non impedirà al Lingotto di pagare un dividendo: «Abbiamo chiesto sacrifici agli azionisti all´inizio del 2009, nonostante gli ottimi risultati dell´anno precedente – ha spiegato Montezemolo – ed è giusto che quest´anno, trascorsa la parte più difficile della crisi, rispettiamo gli impegni presi». Per remunerare gli azionisti verranno accantonati 237 milioni. Il secondo semestre 2009 mostra segnali di ripresa incoraggianti. Nel quarto trimestre l´auto sfiora gli 8 miliardi di ricavi (7,8) con un incremento degli utili del 25 per cento. Contano certamente gli incentivi, ciò che rende incerto il futuro del settore nel 2010. Ieri il ministro Claudio Scajola ha confermato che «nel 2010 gli incentivi ci saranno anche se saranno più poveri per accompagnare progressivamente il ritorno al naturale gioco del mercato». Uno dei rischi, avevano segnalato nei mesi scorsi le stesse associazioni europee dei costruttori d´auto, è quello di una sorta di effetto doping: passare improvvisamente da un sistema di alti incentivi alla loro totale abolizione può produrre effetti depressivi sui mercati.
Se i risultati dell´auto sono stati migliori del previsto, sono stati pesanti invece i dati di Cnh e Iveco che nel 2009 hanno perso complessivamente 1,5 miliardi di utili pur chiudendo l´anno in attivo. Al 31 dicembre il Lingotto ha fatturato in tutto 50 miliardi, 9 in meno del 2008. In questo quadro Marchionne riesce a tenere l´utile della gestione del gruppo al di sopra del miliardo di euro: è solo un terzo del risultato del 2008 ma molti un anni fa avrebbero messo la firma per una conclusione simile.
La ripresa prevista per il 2010 e l´annuncio del ritorno al dividendo avevano in un primo tempo fatto volare il titolo in borsa. Nel corso del pomeriggio invece, anche sulla base delle previsioni sugli incentivi e sull´andamento dei mercati europei nel 2010, il titolo Fiat è tornato in rosso perdendo a fine seduta il 3,7 per cento, più dei concorrenti che pure sono rimasti tutti in territorio negativo intorno al 2 per cento.