Negozi, sindacati pronti a fare muro

09/01/2012

Tutte le sigle contro gli orari liberi: "Favoriscono la grande distribuzione"

Firenze – LE LIBERALIZZAZIONI fatte così, non sono «né unarisposta alla crisi economica né un servizio per i consumatori», ma solo «una completa anarchia», che «favorisce la grande distribuzione a scapito degli altri esercizi commerciali», oltre che «una minaccia gravissima di stravolgimento della vita sociale». Mentre le istituzioni si muovono in ordine sparso (e ieri il vicesindaco Dario Nardella ha ribadito che «sarebbe illusorio che un`ordinanza comunale di divieto di apertura festiva dei negozi risolva carenza di contrattazione e debolezza del lavoro»), i sindacati attaccano come un sol uomo la libertà di orario dei negozi decisa dal governo Monti, annunciando il «livello massimo di mobilitazione». Non si parla per ora di sciopero generale, ma "Non risolvono il problema del calo dei consumai e stravolgono la vita sociale" di interventi mirati, caso per caso, senza escludere azioni anche «eclatanti, sul piano legale e della lotta», a sostegno dei lavoratori, a partire da quelli che decideranno di non presentarsi al lavoro contro un datore da cui si sentissero in qualche modo «ricattati». Ed è infatti apertamente di «ricatto» a danno dei dipendenti, oltre che di «aperto tentativo di liberarsi del sindacato, saltando, nonostante le nostre richieste di venire convocati, ogni forma di concertazione», che hanno parlato ieri i rappresentanti delle tre sigle regionali di settore, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «La crisi morde anche in Toscana, e non si risolve certo costringendo i negozi ad aprire 24 ore al giorno e tutte le domeniche, ma rivalutando gli stipendi e sostenendo l`occupazione» ha detto Roberto Betti segretario regionale di Filcams, mentre Pietro Baio, di Uiltucs, ha sottolineato come «ad essere colpita sarà soprattutto la manodopera femminile, prevalente nel commercio, e la più vulnerabile», dato anche il ruolo cruciale delle donne nella organizzazione dei tempi di vita delle famiglie: «Avere più negozi aperti porterà a un azzeramento dellavita sociale dei lavoratori e a una disarticolazione ei rapporti familiari» e «delle basi stesse della vita quotidiana», mentre è certo che «l`aggravio dei costi per gli esercizi piccoli e mediverrebbe, alla fine, scaricato sul consumatore». Anche secondo Gianfranco Mazza di Fisascat, la liberalizzazione «si risolverà più in un danno che in un guadagno per tutti, salvo che per la grande distribuzione», dove, ha riferito Barbara Orlandi segretaria di Filcams Firenze, «si sta già tentando di dividerei lavoratori», vedi «l’ offerta di Esselunga di un bonus di 100 curo ai dipendenti disposti a lavorare per tre festivi di seguito». La parola d`ordine, dunque, annunciano i sindacati, sarà no alla giungla delle «proposte ad personam»: «Non ci opponiamo alle liberalizzazioni, che c`erano già» dice Orlandi, «ma alla totale assenza di regole», laddove si tratterebb e, «convocandoci subito», di «concordare aperture attraverso nuove assunzioni, calendarizzazione dei turni, volontarietà del lavoro nei festivi».