Negozi, si lavorerà 23 festivi

27/07/2010

E’ FATTA. Dopo quattro mesi di faticose trattative e clamorose rotture, si è firmato ieri in Palazzo Vecchio l’accordo su orari e aperture dei negozi che sostituisce il vecchio scaduto. La novità più importante è che per la prima volta si tratta di area vasta e di ben 20 Comuni tra Firenze, Pistoia e Prato. Cambiano anche le domeniche in cui i negozi possono restare aperti fuori dai centri storici che hanno regole loro. Le festività in deroga passano da 20 a 23: 22, più la festa del santo patrono. Questo il numero fisso. Quali, verrà deciso Comune per Comune in accordo con tutte le parti che ieri hanno firmatoa Firenze, ovvero associazioni di categoria, sindacati, associazioni dei consumatori: Confesercenti, Confcommercio, Federdistribuzione, Cgil, Cisl e Uil, Confcoopertive, Assocooperative, Legacoop. Le regole varranno per Firenze, Prato, Pistoia, Agliana, Bagno a Ripoli, Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Fiesole, Lastra a Signa, Montale, Montemurlo, Poggio a Caiano, Quarrata, Scandicci, Serravalle Pistoiese, Sesto Fiorentino, Signa, Vaiano e Vernio. In modo da evitare episodi di concorrenza ai confini. La patata bollente su cui si era consumata la rottura tra sindacati e amministrazioni era stata l’eventualità ventilata dai Comuni di poter liberalizzare con una semplice delibera, come il 1° maggio a Firenze, anche le festività cosiddette intoccabili (Natale, Santo Stefano, 1° dell’anno, 25 aprile, Pasqua, Pasquetta, 1° maggio, ferragosto) stabilite dalla legge regionale sul commercio. «Alla fine siamo riusciti a accordarsi sul fatto che in casi eccezionali potranno, sì, venire concesse deroghe anche per queste festività, ma solo in seguito a concertazione e programmazione. Lo stesso per le notti bianche. Come stabilisce la legge regionale – spiega la segretaria Filcams Cgil fiorentina, Barbara Orlandi – L’accordo è ovviamente una mediazione, ma perlomeno garantisce regole certe». Soddisfatto il vicesindaco Nardella: «E’ un accordo condiviso che uniforma i comportamenti di 20 comuni e che porterà benefici ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese». Positivo anche il giudizio del segretario provinciale Confesercenti, Nico Gronchi: «C’è un elemento di equilibrio tra negozi e grande distribuzione tramite il principio di sostenibilità degli orari e delle aperture».