Negozi, liberalizzazione mancata

13/02/2003

          giovedì 13 febbraio 2003

          SERVIZI & MERCATO - Tesauro: i ritardi della riforma hanno impedito una maggiore apertura e prezzi bassi
          Negozi, liberalizzazione mancata

          ROMA Sbagliato prendersela con l’euro,
          avverte Giuseppe Tesauro, è colpa
          della nuova normativa sul commercio,
          ancora ingessata, se la concorrenza non
          restituisce ai consumatori tutti i vantaggi
          possibili, anche in termini di contenimento
          dell’inflazione. E così è — incalza il
          presidente dell’Antitrust in un’audizione
          in Parlamento — anche per altri settori
          chiave del nostro sistema economico: le
          assicurazioni, ad esempio (si veda l’articolo
          in basso). E non poco accidentata si
          presenta ancora la strada delle liberalizzazioni
          degli ex monopoli: nell’energia,
          soprattutto.
          Sul commercio il richiamo di Tesauro
          è netto: bisogna sciogliere le briglie al
          settore. La riforma varata dal Governo
          stenta ancora a produrre i risultati sperati.
          Colpa sicuramente degli amministratori
          locali, poco disposti ad allentare il
          freno burocratico dei controlli e delle
          autorizzazioni. Risultato: la scarsa diffusione
          della grande distribuzione, ostacolata
          da troppe limitazioni amministrative,
          incide negativamente sulla concorrenza
          e quindi sull’andamento dei prezzi.
          Molte Regioni — accusa Tesauro —
          mantengono «ingiustificati vincoli quantitativi
          alle possibilità di ingresso nel
          mercato degli esercizi di dimensione più
          grande» e così «gli ipermercati esistenti
          mantengono un rilevante potere di mercato
          e i loro prezzi rimangono elevati»,
          con un effetto di trascinamento anche
          «sui prezzi al dettaglio tradizionali».
          Dal commercio agli ex monopoli. La
          semplice liberalizzazione dell’energia
          elettrica e del gas «non è sufficiente a
          conseguire una struttura concorrenziale»
          con beneficio finale per i consumatori,
          che potrebbero pagare una bolletta più
          bassa. «Per l’energia elettrica l’Autorità
          ha ripetutamente sostenuto — ricorda il
          Presidente Antitrust — che la quota del
          50% della generazione lasciata a Enel è
          ancora eccessiva, soprattutto se Enel
          mantiene una posizione di rilievo negli
          impianti marginali, cruciali per la determinazione
          del prezzo».
          I nuovi orientamenti normativi? Insufficienti.
          La separazione gestionale della
          rete di trasmissione elettrica non garantisce
          «lo sviluppo di un vero mercato concorrenziale
          nel quale le forniture da e per
          l’estero siano facili da effettuare». «Senza
          una separazione anche proprietaria —
          incalza Tesauro — le decisioni in materia
          di manutenzione straordinaria, di ampliamento
          e di rafforzamento della rete,
          essenziali per consentire ai nuovi generatori
          l’accesso al mercato, continuano a
          essere influenzate dall’ex monopolista».
          «Analoghe considerazioni» — secondo
          il Presidente dell’Antitrust — vanno
          fatte anche sul sul gas: «il 75% del mercato
          rimane coperto da Snam» mentre
          «per la rete di trasporto di Snam, a differenza
          di quanto avvenuto nell’elettricità,
          è stata introdotta una separazione solo
          societaria all’interno di una struttura proprietaria
          che resta verticalmente integrata,
          con effetti disincentivanti per lo sviluppo
          della concorrenza». Anche qui la
          piena separazione è d’obbligo. Lo stesso
          per le infrastrutture di stoccaggio «che
          nel gas sono essenziali anche per i nuovi
          operatori». Il messaggio è forte e chiaro
          per chi sta discutendo, proprio in questi
          giorni in Parlamento, il nuovo profondo
          "riassetto" delle politiche energetiche
          previsto dal ddl allestito dal ministro
          Antonio Marzano.

          F.RE.

          La distribuzione
          Quote di mercato in % nel 2003

          18,2 Ipermercati
          35,3 Supermercati
          17,0 Piccoli supermarket
          5,4 Discount
          24,1 Negozitradizionali

          Fonte: AcNielsen