Negozi, la Sgd investe 60 miliardi su Milano

06/07/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Negozi, la Sgd investe 60 miliardi su Milano
    MILANO – «Puntiamo a essere in polo distributivo di riferimento nella città di Milano, con una marcata vocazione per le superfici medio-piccole, intorno ai 400 metri quadrati e con consegna a domicilio, facendo leva su una formula che valorizzi quindi il servizio di prossimità per i consumatori con un occhio attento all’evoluzione dei consumi e delle esigenze delle famiglie. Per raggiungere questi obiettivi abbiamo messo in campo un piano di investimento da una sessantina di miliardi per una quarantina di nuovi negozi nel capoluogo meneghino». Procede dunque con i piedi di piombo Biagio Gabardi, amministratore delegato della Sgd (insegne Punto market e Galli), fiducioso che la politica dei piccoli passi alla fine dia buoni risultati. La Sgd è alleata del gruppo commerciale Interdis.
    «Con il 2001 possiamo dire che la società è stata praticamente risanata – sottolinea Gabardi – con il margine operativo che in due anni è ritornato nettamente positivo tra 17,4 miliardi e 19,5 pari rispettivamente a una quota del 4,6% e del 5,7% sul fatturato. I ricavi 2000 si sono attestati a quota 377 miliardi di lire, al netto dell’Iva, rispetto ai 355 del 1999. L’esercizio dello scorso anno ha ancora accusato una perdita netta per 5,8 miliardi, ma perchè abbiamo scontato il peso negativo della precedente gestione».
    La Sgd conta attualmente 81 punti vendita di cui 42 nell’area urbana di Milano, 24 nell’hinterland, otto in provincia di Sondrio e sette in altre province. Ogni mese – sottolinea una nota della società – un milione di consumatori si reca nei negozi Sgd.
    Il controllo di Sgd fa capo alla marchant bank Morgan Grenfell, che a sua volta è del gruppo Deutsche bank. Accanto a Mg figurano poi dei manager tra cui lo stesso Gabardi. Di recente, per finanziare lo sviluppo e la ristrutturazione della rete il Mediocredito lombardo ha attivato una linea di credito della durata di cinque anni e dell’importo di una sessantina di miliardi.
    L’operazione Sgd è iniziata con l’acquisizione e salvataggio della Neda che alla fine degli anni 9p era finita in cattive acque. Successivamente è stata inglobata anche la società di piccoli supermarket La Coloniale. «Abbiamo completamente rivisto la formula commerciale – sottolinea Gabardi – dando molto spazio ai prodotti freschi, al pane caldo e alle preparazioni alimentari. Sono state siglate delle partneship con specialisti del settore, come nel caso della Guardamiglio carni che fa capo al gruppo Cremonini. La logistica è stata terziarizzata siglando una intesa con la Tnt. Stiamo poi lanciando un sito Internet».
    V.CH.
    Venerdí 6 Luglio 2001
 
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