Negozi, fumata nera su domeniche e festività senza l´accordo Nardella resta solo a decidere

22/12/2010

Firenze – L´ORARIO che scotta. Dopo due mesi di «concertazione», nell´ultima data, ieri, stabilita dal Comune per trovare una sintesi, ognuno è rimasto delle proprie idee. L´accordo sulle domeniche e festività di apertura dei negozi fiorentini, tra amministrazione, associazioni di categoria e dei consumatori, sindacati, non si è trovato. A questo punto deciderà l´amministrazione da sola. Oggi il vicesindaco Nardella dovrebbe fare l´ordinanza. Poche ore per scriverla, ma «ancora non abbiamo deciso», dice Nardella. E´ già chiaro però che lo scontro sarà soprattutto sull´apertura del primo Maggio in centro che l´amministrazione sembra intenzionata a concedere ai commercianti, ripetendo la deroga dell´anno scorso. Una data intoccabile per i sindacati che sulla chiusura nel giorno del lavoro non sono assolutamente disposti a compromessi. Sarà guerra. «Da subito – anticipa la segretaria Filcams-Cgil fiorentina, Barbara Orlandi – Se il vicesindaco farà l´ordinanza daremo il via alla protesta un´ora dopo. E il primo Maggio saranno cortei, scioperi, di tutto. Chiameremo a Firenze in aiuto la segretaria nazionale della Cgil Camusso, sarà davvero una battaglia».
E´ probabile che Nardella sia disposto a ridurre il numero delle altre domeniche e feste di apertura pur di conquistare il primo Maggio. Ma non sembra che i sindacati, in questo caso Cgil, Cisl e Uil uniti, siano disposti a venire a patti. Ieri si era riusciti più o meno a trovare un accordo per i negozi fuori dal centro: 22 domeniche e festività l´anno (Campi e Calenzano hanno già deciso per 23) con possibilità di apertura, più altre possibili quattro deroghe per i centri commerciali naturali, aperti il giorno dell´Epifania, data di inizio dei saldi, ma chiusi domenica 9 gennaio. La bagarre è scoppiata sul centro storico, dove già è possibile tenere aperto 361 giorni su 365, e le festività intoccabili sono rimaste solo quattro: Natale, Santo Stefano, primo dell´anno e primo maggio. I sindacati avevano chiesto di rimettere nella lista anche il 25 Aprile ma sarebbero stati disposti a cedere in nome di una mediazione. Confcommercio e Federdistribuzione (la grande distribuzione) hanno continuato a chiedere possibilità di apertura sempre, tranne Natale, Federdistribuzione senza differenze tra centro e fuori centro. Confesercenti insiste con il primo maggio di apertura in centro. Legacoop, Confcooperative e le associazioni dei consumatori d´accordo con i sindacati nel mantenere le quattro festività. Alla fine tutti si sono salutati senza un passo avanti. Oggi deciderà il Comune da solo.