“Negozi chiusi il 1° maggio”, è polemica

28/04/2011

Roma – Invito della Cgil, l´ira della Confcommercio. L´Adoc: attenzione alle truffe
Aspettando l´arrivo dei pellegrini, la lunga notte di preghiera e la beatificazione del Papa, impazza la polemica. Quella sui negozi aperti il Primo maggio, naturalmente. Una polemica tra Confcommercio e i sindacati che nelle ultime ore si sta combattendo con armi sempre più affilate.
«Abbiamo dato indicazioni ai lavoratori degli esercizi commerciali di non andare a lavoro il Primo maggio», ha detto ieri il segretario generale della Filcams Cgil di Roma e Lazio Vittorio Pezzotti. Boicottando così l´ordinanza che permette ai negozi di alcune zone della città di tenere le saracinesche aperte in occasione della beatificazione di Wojtyla.
Immediata la risposta di Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio romana: «La dichiarazione di Pezzotti è di una gravità assoluta». E invita «i titolari degli esercizi commerciali ad adottare con la massima intransigenza, laddove ricorrano i presupposti, tutti i provvedimenti previsti dalla normativa contrattuale contro coloro che non si recheranno domenica al lavoro». Ma anche le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. Adoc racconta che durante la giornata della beatificazione ci saranno in giro volontari per rilevare eventuali truffe e i prezzi gonfiati nei bar e ristoranti. Rischio, secondo l´Adoc, molto elevato. «Ora basta. I pubblici esercizi di Roma non accettano di essere trattati come profittatori», avverte piccato Nazzareno Sacchi della Fipe Confesercenti. E ricorda come durante i giorni, prima e dopo la morte di Giovanni Paolo II nel 2005, «bar e ristoranti misero a disposizione i propri servizi igienici e le proprie strutture, offrendo ai numerosi pellegrini la possibilità di usufruirne a pieno».
Si lamentano i gestori degli alberghi a 4 o 5 stelle. Delusi per un 20% in meno di stanze vendute, rispetto allo stesso weekend di un anno fa. Evidentemente, c´è troppa confusione in città per i più ricchi. I pellegrini invece, che hanno preso d´assalto gli hotel meno blasonati, potranno però usufruire di una montagna di frutta gratis. Mille quintali di prodotti ortofrutticoli freschi, per la precisione. Insalata e pomodorini compresi. Saranno distribuiti ai fedeli grazie alla Agea (Agenzia per le erogazioni in Agricoltura) e alle Organizzazioni di Produttori dell´Unaproa e della Uipoa.
Se la Cgil però, invita i negozianti alla serrata di "disubbidienza" perché la Festa del lavoro va rispettata, i tassisti scendono in strada promettendo un maggior impegno. «Massima disponibilità per rispondere al meglio all´esigenza straordinaria della città», è il diktat di tutte le associazioni sindacali del settore.