“Negozi aperti per Wojtyla beato” Confcommercio chiede una deroga

23/02/2011

Roma – Sindacati contrari: "Il 1° maggio è la festa simbolica dei lavoratori"

La richiesta è quella di un primo maggio con le vetrine illuminate e le saracinesche alzate. E non importa se è la festa dei lavoratori, data "santificata" per riposarsi, al massimo per fare una scampagnata o un salto al "concertone". Perché il primo maggio di quest´anno è speciale: c´è la beatificazione di Giovanni Paolo II e Roma, secondo previsioni, verrà inondata da oltre un milione di persone arrivate da ogni dove per assistere alla celebrazione. Nel nome e nel ricordo di un papa che è rimasto nel cuore di tutti. Per questo il presidente della Confcommercio Cesare Pambianchi chiede una deroga al Comune per tenere aperti in negozi in un´occasione simile. E se Pambianchi è pronto a prendere carta e penna per scrivere all´assessore al Commercio Davide Bordoni, Antonella De Giusti, minisindaco del XVII municipio, quello di Prati e Borgo Pio, l´ha già fatto. «Ho spedito l´istanza in assessorato – spiega De Giusti – Spero si rendano conto che questo sarà un evento memorabile ed è impensabile che in una giornata così gli esercizi commerciali restino chiusi. Ai pellegrini si deve dare il massimo dell´accoglienza». Ma l´assessore al Commercio frena e dice di poter dare l´ok alle aperture solo per i negozi intorno a San Pietro e in piazza San Giovanni. Nelle altre zone, Bordoni è categorico: «Resteranno chiusi».
Per Cesare Pambianchi, però c´è di mezzo il buon nome di Roma. «Ne va dell´immagine della capitale – dice – Non si può far trovare una città senza servizi a questa massa enorme di gente». Naturalmente, l´apertura sarebbe su base volontaria. «Ma sono convinto – continua il presidente di Confcommercio – che saranno tanti gli esercenti pronti a cogliere la palla al balzo». In un momento come questo è possibile: con i saldi andati male (meno 15 per cento di vendite rispetto allo scorso anno) e un calo dei consumi che sta mettendo in ginocchio un´intera categoria. «Sono sicuro che molti titolari di negozi, pur rischiando la multa, rimarrebbero aperti nonostante il divieto», insiste il presidente dell´associazione dei commercianti.
Certo, dal punto di vista sindacale i problemi non sono pochi: pagamenti straordinari per i dipendenti e tante difficoltà. Specie per le commesse che si ritroverebbero, ancora una volta, come accade la domeniche in gran parte dell´anno, a dover gestire figli e lavoro. C´è anche una questione di principio, dicono dalla Cgil: «La festa dei lavoratori è simbolicamente importante e va rispettata».
Ma sul nodo "aperture" durante le feste De Giusti rilancia. «Il centro e la zona intorno al Vaticano sono altamente turistiche – afferma – Bisogna riaprire le trattative con le associazioni, l´amministrazione e i sindacati per avere attività commerciali con le saracinesche alzate tutte le domeniche». Intanto, la macchina per la beatificazione del papa va avanti. Non sarà impresa semplice visto l´afflusso anche perché, come consuetudine, nel pomeriggio c´è l´appuntamento con il "concertone" e i sindacati in piazza San Giovanni. Ma problemi logistici a parte, le stanze d´albergo sono già tutte prenotate e i negozi dei "madonnari" intorno a Borgo Pio, in pieno fermento. «Capisco le esigenze dei lavoratori – spiega Pambianchi – però la beatificazione di Wojtyla è un evento eccezionale. Per una volta chiediamo di fare uno strappo alle regole… Il prossimo anno, poi, nessun problema: sarà giustamente un primo maggio a vetrine spente».