Negozi aperti per le feste I sindacati: ora lo sciopero

23/04/2014

Milano – Pasqua, Pasquetta, 25 aprile e Primo maggio: aumentano le aperture e si rinnova lo scontro tra sindacati da una parte e grande distribuzione dall`altra. Federdistribuzione, associazione che rappresenta le insegne di super e ipermercati, ha monitorato la situazione tra i propri associati. A Pasqua sarà aperto il 15% dei super (l`anno scorso erano il 20%). Pasquetta sale dal 43 al 46%. Si prevede un vero boom di aperture per il 25 aprile: dal 67% dell`anno scorso al 79 di quest`anno, in pratica otto punti vendita su dieci con la saracinesca alzata. Il 1° maggio si stabilizza sul 46%. Il sindacato risponde con l`indizione dello sciopero su tutte le giornate di festa. «E un modo per consentire di non lavorare a chi ha contratti che altrimenti non permetterebbero di sottrarsi al lavoro festivo», spiega Graziella Carneri, segretario generale della Filcams Cgil di Milano, una delle piazze in cui la contesa è più forte. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono la contrarietà «al sistema deregolamentato e spinto all`estremo delle aperture commerciali derivanti dal decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti». Le aperture festive sono invece richieste a gran voce da Confimprese. Il presidente, Mario Resca, chiede «negozi aperti non solo il 25 aprile e il 1° maggio ma anche a Pasqua». Il motivo? «Serve a stimolare le vendite». Altrettanto convinto dei vantaggi della liberalizzazione nelle feste (laiche e non) è Giovanni Cobolli Gigli, a capo di Federdistribuzione. «In virtù delle maggiori giornate di apertura, la distribuzione moderna ha potuto garantire 400 milioni di salari in più su base annua. Oltre a fare nuove assunzioni per 4.200 persone, prevalentemente part time a tempo determinato». Federdistribuzione spiega che il lavoro festivo è retribuito in molti casi con una maggiorazione almeno del 30%. E che oltre il 40% di chi si mette alla cassa o al bancone di domenica lo fa su base volontaria.