Negozi aperti il 1° maggio? L`Anci invita sindaci e sindacati a scelte condivise

02/05/2011

ROMA – Serrande aperte o abbassate il primo maggio? Sindaci e sindacati facciano scelte condivise. L l`appello giunto in extremis dal presidente dell`Anci Sergio Chiamparino, al termine del tavolo che ha riunito sindacati, Comuni, Confcommercio e Confesercenti. Ma la «querelle» sulla festa dei lavoro non accenna a sopirsi mentre restano in piedi gli scioperi indetti dai sindacati confederali a Milano (dove è stata ribadita la deroga per il primo maggio), nel capoluogo fiorentino e nelle altre città della Toscana dove non è stato raggiunto un accordo. Anche a Roma l`indicazione per commesse e addetti è quella di non recarsi al lavoro, ma senza una mobilitazione formalizzata.
L`Ancí intanto stilerà linee guida redatte che possono costituire un protocollo d`intesa sulle aperture o meno nei giorni di festa. Ma che non potranno essere in alcun eFirenze modo coercitive. Questo in sintesi, il senso dell`accordo scaturito dalla riunione indetta da Chiamparino.

Intanto la polemica accende ancora i toni a Firenze tra il sindaco Matteo Renzi e il leader della Cgil, Susanna Camusso. Il sindaco di Firenze ha diffidato i sindacati dal voler «governare pezzi di aziende. Se così fosse – ha detto ai microfoni di Radio Toscana – siamo pronti al confronto totale» Porte aperte invece a quelli che vogliono ragionare. E ha aggiunto:
«A me, se vogliono, possono mandarmi a casa i cittadini e non quelli che vivono di permessi sindacali». Direttamente, Camusso non ha replicato ma «in questa città sono stufa delle polemiche» ha sottolineato partecipando all`iniziativa della Filcams su «La festa non si vende» dove il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, è stato fischiato quando si è pronunciato a favore delle aperture. Il segretario Cgil ha ribadito l`intoccabilità di alcune
date: «Decidiamo – ha precisato – che ci sono dei giorni che sono nostra identità e che non sono trasformabili, commerciabili». Gli ha fatto eco il leader Cisl Raffaele Bonanni: «Il Primo Maggio è sacro. Bisogna distinguere fra riposo, a cui si può rinunciare dietro compenso, e la celebrazione della festa». Un invito ad abbandonare la ritualità del conflitto arriva dal presidente Confcommercio, Carlo Sangalli.