Negozi aperti a Pasquetta la Cgil invita allo sciopero

26/03/2013

Appello ai consumatori: “Evitate di fare acquisti il primo aprile”


Bari – Su tutte le vetrine della galleria commerciale sono attaccati i manifesti. “A Pasquetta siamo aperti”. È un invito allo shopping quello lanciato dal centro commerciale Bari Blu, alle porte del capoluogo pugliese. L’ipermercato interno, Auchan, e tutti i negozi della galleria di Triggiano alzeranno le saracinesche anche nel lunedì dell’Angelo. Stessa scelta anche per il centro Auchan di Casamassima e per il Mercatone Uno sulla provinciale tra Bari e Terlizzi.
«Sarà un danno economicosenza precedenti» tuona la segretaria della Filcams Cgil di Bari, Barbara Neglia. «Quanta gente andrà a fare shopping il lunedì di Pasquetta? Non basta aver registrato il calo degli acquisti di colombe e uova di Pasqua per capire la tendenza? I negozi rischiano di rimanere vuoti e il flusso di denaro sarà negativo – va avanti la segretaria – senza calcolare che centinaia di lavoratori saranno costretti a rinunciare alla Pasquetta e alla classica gita fuori porta con amici e parenti. C’è, infatti, un problema dicontratti individuali: i festivi sono inseriti nell’ordinario e non nel volontario, così commessi e lavoratori non hanno scelta e devono presentarsi a lavoro».
La decisione di rimanere aperti il primo aprile è stata presa dalle direzioni degli iper e comunicata ai dipendenti. Senza possibilità di dire no. «Dobbiamo rimanere aperti – spiega una commessa di una profumeria all’interno della galleria commerciale Bari blu – altrimenti il negozio deve pagare una penale. Ma qui, il giorno di Pasquetta, non verrà nessuno». «Ci hanno già tolto le domeniche, ora anche la Pasquetta – protesta un’altra ragazza al lavoro in una boutique della galleria – ci toccherà rinunciare alla scampagnata».
È il sindacato a raccogliere la protesta dei lavoratori e a lanciare un appello ai cittadini. «Invitiamo tutti, per il primo aprile, a effettuare lo sciopero dei consumi. Non dobbiamo permettere che le ragioni economiche diventino lo strumento per cancellare il diritto della lavoratrice e del lavoratore di poter godere di due giorni di riposo – attacca la Cgil – Il tema delle liberalizzazioni degli orari e le aperture nel commercio continua a essere il ritornello stonato che porta a paragonare il settore del commercio al “servizio pubblico essenziale”, obbligando le lavoratrici e i lavoratori ad assicurare la loro presenza anche nel giorno festivo che diventa lavorativo da contratto».