Negli ultimi dodici mesi la spesa è aumentata di 751 euro a famiglia

13/11/2002

            13 novembre 2002

            La denuncia dei consumatori
            Negli ultimi dodici mesi la spesa è aumentata
            di 751 euro a famiglia
            Gli incrementi maggiori nelle assicurazioni,
            energia e vendite al dettaglio
            Nedo Canetti

            ROMA. Negli ultimi 12 mesi, tra l’ottobre del 2001 e l’ottobre di
            quest’anno, l’incremento annuo della spesa per famiglia italiana ammonta
            a 751 euro (un milione mezzo di vecchie lire). È la valutazione
            avanzata ieri dall’associazione Altroconsumo, nel corso dell’indagine
            conoscitiva su prezzi e tariffe, avviata dalle commissioni Industria
            del Senato e Attività produttive della Camera. Nella prima
            seduta è stata ascoltata la Consulta dei consumatori, formata da
            Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega
            consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino,
            Unione nazionale consumatori; oggi sarà la volta dell’Istat.
            La Consulta ha denunciato forti e diffusi aumenti di prezzi e
            tariffe (assicurazioni, energia, comunicazione, vendita al dettaglio) e
            ha presentato un’articolata serie di proposte di iniziative e provvedimenti
            di politica economica il cui impatto si calcola in 250 euro di
            risparmio annuo per famiglia (stime Adiconsum).
            Per quanto riguarda gli aumenti più significative è stato portato
            all’attenzione uno studio di Cittadinanzattiva.
            I rincari più consistenti vengono individuati nei bar (+24%); seguono i distributori automatici di snak e bibite (+23%), i pub/paninoteche/birrerie (+21%), i ristoranti (+15%). I cinema sono rincarati in media del 14,8%, le discoteche del 3,2%. Tra i prodotti alimentari, si segnalano doprattutto i pomodori (+27,5%), le mele (+18%) e le arance (+10,7%).
            Gli ambiti d’intervento prioritari, individuati dai consumatori, riguardano la casa, l’energia, i consumi, la sanità, la fiscalità e la scuola. I provvedimenti -hanno insistito- debbono essere organici e non episodici, come sono stati le rottamazioni e le sanatorie. Propongono la riduzione di certi prezzi, l’attuazione della riforma del commercio, l’aumento delle tariffe nei limiti del tasso di inflazione.
            In particolare si chiede una tariffa elettrica «sociale» per i meno abbienti
            e la riduzione del 10% sull’iva sul gas metano per riscaldamento. Le
            famiglie dovrebbero poter beneficiare dell’energia elettrica a basso
            costo, ora riservata, secondo il ddl Marzano, solo alle imprese. Viene
            respinta dalla Consulta la liberalizzazione delle tariffe del metano a
            partire dal 1° gennaio 2003, in assenza di un’effettiva concorrenza.
            Per quanto riguarda la scuola, si chiede che i libri di testo abbiano
            una durata minima di tre anni e che sia concesso un bonus per il
            diritto allo studio per tutte le famiglie con un reddito annuale inferiore
            ai 25mila euro. Per la sanità, oltre all’aumento della spesa pubblica
            sino al 7% del pil, le associazioni suggeriscono che vengano effettuate
            campagne informative sui farmaci generici e sia portato avanti un
            monitoraggio degli errori dei medici.