Negli hotel si parla meno tedesco

26/09/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
228, pag. 15 del 26/9/2003
Bruno Mastragostino


Per l’Istat, il calo globale è stato solo dello 0,8% negli arrivi, ma dell’1,3% nelle presenze.

Negli hotel si parla meno tedesco

Nella settimana di Ferragosto registrata flessione del 5%

Turismo di Ferragosto in chiaroscuro: negli alberghi i vacanzieri italiani sono aumentati, ma quelli stranieri hanno fatto registrare una netta flessione. In particolare, secondo le dichiarazioni degli operatori, hanno disertato in modo sensibile tedeschi e austriaci, mentre sono cresciuti americani e inglesi. Secondo l’Istat, che conferma così i dati previsionali e consuntivi resi noti negli ultimi due mesi dagli operatori del settore, a Ferragosto gli alberghi nazionali hanno fatto rilevare, rispetto allo stesso periodo del 2002, una flessione dello 0,8% degli arrivi e una diminuzione dell’1,3% delle giornate di presenza, dato quest’ultimo che conferma che si va sempre più verso un modello della vacanza mordi e fuggi. Non a caso, la presenza media complessiva è scesa a 4,4 giornate di vacanza.

Il turismo domestico, prosegue l’Istat, ha fatto registrare un incremento degli arrivi del 3% e un aumento dello 0,3% delle presenze, mentre gli arrivi dall’estero sono scesi del 7,1% e le presenze del 5,7%. Gli stranieri hanno un po’ abbandonato l’Italia per vari motivi. Tra gli altri, la minore convenienza dovuta all’euro forte per chi non fa parte dell’Uem, i forti rincari nei servizi (il settore alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, sempre secondo l’Istat, nell’ultimo anno ha subito un aumento del 4,6%), senza dimenticare i problemi delle famiglie dei paesi dove la crisi economica picchia più duro, come per esempio in Germania.

Non a caso, all’appello mancano in particolare i clienti austriaci e tedeschi. Ma questi ultimi, che sono comunque i nostri migliori clienti (basti pensare che ogni anno ne arrivano 10 milioni), secondo le dichiarazioni degli operatori del settore riportate dall’Istat rappresentano sempre una delle tre nazionalità prevalenti quanto ad arrivi: sono infatti stati segnalati dal 61,3% degli operatori, ma con un calo di 5,1 punti percentuali rispetto a Ferragosto 2002, mentre gli austriaci sono stati indicati dal 25,2% con una diminuzione di 6 punti. In aumento, invece, gli altri migliori clienti: i francesi sono stati segnalati dal 38,3% degli albergatori (+0,4%), gli svizzeri dal 25,9% (+1,6%), inglesi e irlandesi dal 22,9% (+4%) e gli americani dal 15,6% (+1,7%). Non tutte le ripartizioni geografiche hanno risentito del cattivo andamento del turismo. È infatti andata male per il Centro Italia (-7,1% gli arrivi; -5% gli italiani e -9,2% gli stranieri) e per il Nordovest (-2%; +7,8% gli italiani e -11% gli stranieri). Bene invece il Sud, che ha registrato una leggera variazione positiva (+0,2%; +2,6% gli italiani, -8,1% gli stranieri) e il Nordest, che ha migliorato del 2,8% (+5% gli italiani e -1,8% gli stranieri).

Anche quest’anno, gran parte dei turisti (69,3%) ha scelto località turistiche di tipo stagionale (mare, montagna, laghi e colline), ma questi luoghi di vacanza sono stati scelti maggiormente nel Nordest (81,5%) e molto meno nel Sud (50,3%). Appare evidente che il caldo torrido dell’estate ha favorito le zone di montagna e in particolare le Dolomiti. Il 30,7% ha preferito le città d’arte. Quanto al giudizio degli operatori sull’andamento del turismo nel trimestre settembre-novembre, infine, l’Istat ha registrato un aumento delle opinioni sfavorevoli: solo il 4,8% degli albergatori crede in un aumento, mentre il 34,1% pensa a un calo. Pertanto gli operatori per lo stesso periodo indicano anche una tendenza negativa dell’occupazione.