Ncc, la sigla-contenitore per coprire le nuove Br

03/03/2003


3/3/2003


            retroscena
            Guido Ruotolo
            DAL FEBBRAIO DI OTTO ANNI FA, LE INDAGINI DEL VIMINALE SU «BASISTI» E «RACCORDI» ROMANI NON AVEVANO PORTATO A NULLA
            Ncc, la sigla-contenitore per coprire le nuove Br
            Nel 1995 gli investigatori erano già indirizzati alla «pista toscana» un quartetto di militanti composto anche da Fuccini e Matteini

            ROMA
            L´ULTIMO «segugio» delle Brigate Rosse, quelle che uscirono di scena nel settembre 1988 con l´omicidio del senatore democristiano Roberto Ruffilli, è convinto che dopo la grande retata di quel settembre i «raccordi», gli scampati alla cattura, aspettarono che passasse la «piena» per riorganizzarsi. E che in realtà, quando quattro anni dopo si affacciarono sulla scena del terrorismo politico i Nuclei comunisti combattenti, gli Ncc, con l´attentato (fallito) alla Confindustria di via dell´Astronomia, all´Eur, quell´azione era il segnale che le Brigate Rosse «erano tornate». E alla esperienza degli Ncc erano legati i due arrestati di ieri, Desdemona Lioce e Mario Galesi. L´investigatore riflette: «Tra l´ottobre e il novembre del 1992, gli Ncc si mossero tra Roma, Padova e Treviso, con azioni di propaganda armata, limitate a diffondere volantini, far ritrovare striscioni, minacciare di morte dirigenti industriali». Poi calò il silenzio. Era quello il tempo in cui il Paese era sotto tiro di ben altro terrorismo, quello mafioso. Nel maggio e nel luglio del 1992, c´erano state le stragi Falcone e Borsellino a Palermo, nel 1993, via Fauro, Firenze, Roma, Milano. Quando le autobombe della mafia «furono parcheggiate, gli Ncc tornarono in azione»: il 10 gennaio del 1994, un ordigno esplose sempre all´Eur, in via Civiltà del lavoro, dove ha sede la «Nato Defence College». Gli Ncc fecero trovare un comunicato nel quale rivendicarono anche «l´azione di Aviano» – il 2 settembre del 1993, le Brigate Rosse-Partito comunista combattente presero di mira la base aerea Usaf di Aviano – e annunciarono «la ripresa dell´iniziativa rivoluzionaria e del più generale processo di ricostruzione delle forze». In quel comunicato, gli Ncc fecero riferimento alla «Ritirata Strategica» delle Br proclamata nel marzo del 1982, ponendosi così in continuità con quella esperienza. «Ciò che oggi appare più nitidamente – spiega l´investigatore – e cioè che le Brigate Rosse che hanno ucciso Massimo D´Antona e Marco Biagi in realtà sono lo sviluppo degli Ncc, come si può dedurre dallo stesso documento di rivendicazione dell´omicidio D´Antona, già allora dovevamo intuirlo». Le ultime azioni dell´86, l´omicidio Conti, e dell´88, l´omicidio Ruffilli, furono firmate dalle Brigate Rosse-Partito comunista combattente. «Gli Ncc – prosegue l´investigatore – rappresentavano la sigla di un momento particolare in cui l´organizzazione, le Br, non poteva qualificarsi come tale». Le indagini sugli Ncc non ebbero esiti positivi se non per un arresto, che non ha retto alla prova del dibattimento: il presunto telefonista che rivendicò l´attentato del 1992 alla Confindustria, Anubi Lussurgiu D´Avossa, fu assolto. Ma è il 13 febbraio del 1995 che si presenta un´occasione, che si annuncia la svolta: nel corso di un normale controllo stradale, vengono fermati a un posto di blocco due toscani, Luigi Fuccini e Fabio Matteini: «Ci dichiariamo prigionieri politici, militanti dei Nuclei Comunisti Combattenti». Nelle abitazioni dei due terroristi vengono trovati documenti degli Ncc e in un´auto rubata, nella loro disponibilità, quattro pistole, tra cui una Beretta 92. E´ da quel momento che la compagna di Luigi Fuccini, Desdemona Lioce, si rende irreperibile. Ma le indagini sui «basisti», sui «raccordi» romani, i contatti che Fuccini e Matteini avevano non solo a Roma, non hanno portato a nulla. Forse, sospettano adesso gli inquirenti romani, Mario Galesi era militante a tutti gli effetti degli Ncc, anche in quegli anni in cui le Brigate Rosse avevano deciso di non utilizzare la loro sigla. Luigi Fuccini, pisano, e Fabio Matteini, fiorentino. Ambedue, oggi, una volta usciti dal carcere, secondo gli inquirenti, «non sarebbero più operativi». Ma su questo palcoscenico delle Br-Ncc-Br affollato di «sagome» e di «ombre», molte tracce portano alla Toscana. Matteini, prima ancora che diventasse un «operativo» degli Ncc, potrebbe avere avuto rapporti con gli ultimi protagonisti delle Br che uccisero Conti e Ruffilli, con i Daniele Bencini e Marco Venturini.