Natale non accende le vetrine

10/12/2004

    venerdì 10 dicembre 2004

      Pagina 10 – Economia

        LA CRISI DEI CONSUMI

          Natale non accende le vetrine
          crollano le vendite alimentari
          Boom delle rate, ma i morosi non saranno più schedati

            A Genova e Napoli riduzioni record delle spese: meno 25-30 per cento. In crisi i giocattoli
            I dati Coop e Auchan confermano la crisi. Corsa ai prodotti a marchio interno negli ipermercati
            Gli agricoltori: su frutta e verdura aumenti ingiustificati
            Per l´abbigliamento e le calzature acquisti rimandati a gennaio

              LUCIO CILLIS
              LUISA GRION

                ROMA – Natale al minimo, quest´anno l´Italia non spende. Riduce all´essenza il consumo alimentare – ultimo caposaldo di chi per le feste ha già rinunciato a tutto il resto – le cene si fanno, certo, ma eliminando qualche portata e scegliendo prodotti a basso costo. Per l´abbigliamento si aspettano i saldi; ai bambini si regala qualche giocattolo in meno. E soprattutto, quando si può si ritarda il pagamento: almeno per i grandi acquisti la tendenza è quella di pagare a rate. Il fenomeno è diventato talmente rilevante da ispirare una rivoluzione nelle norme che lo regolano: dal 2005 chi vi fa ricorso sarà più tutelato e messo al riparo dalle sorprese.

                Sui consumi la tendenza è generalizzata: in tutti i grandi centri le vendite di Natale sono date in calo. Si passa da punte del 30-25 per cento registrato a Genova e Napoli, al 10 di Roma, al 6 di Palermo. Ma rispetto allo scorso anno – già poco entusiasmante – c´è una novità: l´alimentare non tiene più come nel passato. E´ dall´inizio dell´anno che le Coop registrano una diminuzione delle vendite e dei fatturati del settore attorno al 2 per cento. «Non solo – spiega il presidente Aldo Soldi – a cambiare è stata anche la composizione del carrello: la percentuale di prodotti a marchio interno è aumentata del 2 per cento e chi fa la spesa preferisce l´ipermercato al supermercato. Per quanto ci riguarda quantità vendute e fatturato non sono scesi, ma solo perché sono stati aperti nuovi punti vendita». Anche Auchan parla di una stasi delle vendite nei prodotti di marca e di una impennata di acquisti del marchio interno (più 11 per cento) e ancor di più del prodotto a primo prezzo, quello con riduzioni extra (più 26 per cento). La caduta delle vendite alimentari, segnala la Cia – Confederazione degli agricoltori – può essere generata anche dall´aumento di prezzi registrata in questi giorni dall´ortofrutta. Zucchine, carote, pomodori, lattuga, Kiwi, arance e clementine hanno registrato rincari alla vendita del 10-15 per centro, a fronte di un calo del 15-20 dei prezzi all´origine. Ma alimentari a parte e l´intera categoria dello shopping a entrare in crisi: i negozianti sperano ormai in una ripresa nei giorni a ridosso delle feste .

                Quanto al pagamento a rate, c´è una piccola rivoluzione in arrivo, che dal primo gennaio prossimo coinvolgerà dieci milioni di famiglie che fanno ricorso alle rate per comprare l´auto, elettrodomestici o chiedono un prestito. Le novità, che entreranno a pieno regime dal prossimo luglio, comprendono la cancellazione di termini imbarazzanti come "cattivo pagatore" e "centrale rischi" (i database con i nomi e la solvibilità di chi richiede crediti si trasformano in Sic, Sistemi di informazioni creditizie). Se fino a ieri era elevata la possibilità di entrare nella lista "nera" e di non avere per cinque anni la possibilità di uscirne e ottenere altri prestiti, da gennaio si cambia: un modulo unico informerà i cittadini – ha spiegato ieri il presidente del Garante per la privacy, Stefano Rodotà – delle tutele e dei limiti entro cui le Sic potranno muoversi. E se fino a ieri bastava una rata non pagata per entrare (spesso senza saperlo) nel cervellone dei cattivi, nei prossimi mesi sarà obbligatorio informare gli interessati dando loro una chance di chiudere il contenzioso in tempi brevi.