Natale magro per viaggi e regali

23/11/2004

    martedì 23 Novembre 2004

    Pagina 28 – Economia

    Indagine Prometeia: si compreranno più vestiti e meno giochi.
    Partirà solo l´11 per cento degli italiani
    Natale magro per viaggi e regali
    Nulla sotto l´albero per il 51% degli operai. Regge l´hi-tech
    Cambia la mappa dello shopping: il Paese sempre più diviso dalle differenze di reddito
    Lo scorso anno il 16% aveva deciso di trascorre le feste fuori di casa


    GIORGIO LONARDI

    MILANO – Sarà un Natale magro, il prossimo. E non tutte le famiglie potranno permettersi il tradizionale regalo. L´indagine di Prometeia diffusa ieri durante il convegno organizzato da Indicod Ecr, l´istituto che rappresenta 30 mila imprese del largo consumo, lascia poche illusioni. Solo nel 77,1% delle case, infatti, ci sarà almeno un dono sotto l´albero. Ma nel Mezzogiorno la percentuale scenderà al 71,4%. La «frenata» è testimoniata anche dal crollo di viaggi e vacanze. Mentre nel 2003 il 16,5% degli italiani era andato in montagna oppure aveva scelto una meta esotica o una capitale europea, quest´anno solo l´11,2% è pronto a fare i bagagli per prendersi una pausa meritata.

    Certo, i dati di Prometeia non sono confrontabili con quelli dell´anno scorso per il semplice fatto che si tratta della prima ricerca mai effettuata sulla propensione ai consumi di Natale. Tuttavia il senso dell´indagine è chiaro. «Il 2004 è un anno difficile per i consumi», conferma Giancarlo Virginio, presidente di Indicod Ecr, «il reddito disponibile non è aumentato da alcuni anni. Al contrario sono cresciute le spese obbligate per affitti, tariffe, servizi». Secondo Virginio, quindi, l´unica speranza è che proprio il taglio di viaggi e vacanze possa spingere all´insù i consumo natalizi convincendo all´acquisto chi rimane a casa. Più scettico Giovanni Cobolli Gigli, presidente della Faid, la federazione della grande distribuzione, che non si aspetta un aumento degli acquisti legato alla riduzione dei viaggi.


    La «frenata» di Natale ridisegna un po´ tutta la mappa dello shopping. L´Italia appare infatti come un paese sempre più diviso fra ricchi e poveri. E non solo sotto l´aspetto geografico. Da una parte c´è un ceto composto da dirigenti, commercianti professionisti e imprenditori che a larghissima maggioranza (85%) ha programmato il suo bravo regalo di Natale. Dall´altra, invece, ecco l´esercito degli operai e degli agricoltori fermo ad un modesto 51,9%. Sempre meglio, però, dei disoccupati che solo per una quota minima (21,4%) non rinunciano ai doni sotto l´albero.


    Quanto alla «torta» natalizia sarà suddivisa in modo ineguale anche per quanto riguarda i prodotti. Al primo posto (43% del totale) troviamo l´abbigliamento seguito dal bricolage (19%) e dai libri (15%). Quindi incontriamo giochi e giocattoli (12%), poi l´elettronica (8%) e ad una certa distanza la gioielleria, la cosmesi e gli accessori di abbigliamento (3%).
    Il discorso cambia se esaminiamo l´andamento dei consumi nel prossimo anno. La ricerca di Prometeia, ad esempio, mostra un po´ di ottimismo calcolando per il 2005 una crescita dell´1,6% rispetto all´1,4% del 2004.

    Quanto ai prodotti che tireranno di più non ci sono dubbi sull´hi-tech mentre l´alimentare segna il passo. Lo conferma il boom annunciato delle vendite di Cd e Dvd che cresceranno del 50,1% mettendo ko audio e video cassette (-7%). Bene anche gli elettrodomestici bruni (Tv color, impianti hifi) in aumento del 17,7% e la fotografia (+11,3%) ormai a stragrande maggioranza in tecnologia digitale. Continua anche il boom della telefonia (+11,2%) trainato dai cellulari e dagli accessori per i telefonini. Fra i prodotti tradizionali vanno segnalate le buone prospettive degli yogurt (+5,2%) mentre sono in calo le confetture (-2,1%), la birra (-1%) il vino (-0,3%) il pane fresco (-0,2%) e il burro (-0,1%).