Natale «freddo» al supermarket

15/12/2004

    mercoledì 15 dicembre 2004

      sezione: ECONOMIA ITALIA - pagina 19

      Le catene distributive prevedono una campagna di fine anno con consumi in calo (-3%) nonostante i maxisconti
      Natale «freddo» al supermarket
      Deloitte stima una spesa media di 716 euro a famiglia (-20%) In caduta (-10%) anche i rifornimenti ai ristoranti

      Vincenzo Chierchia

      MILANO • Natale si avvicina, lo scenario dei consumi delle famiglie si conferma sempre più freddo mentre aumentano, tra le imprese del commercio, le preoccupazioni per i bilanci 2004, visto che le festività di fine anno costituiscono un banco di prova rilevante. Una ricerca della Deloitte ha messo in rilievo due elementi che caratterizzano il 2004: per quanto riguarda l’Italia si registra un taglio del 20% del budget medio familiare per gli acquisti natalizi, passato a 716 euro quest’anno contro gli 890 del 2003; ma al tempo stesso la flessione registrata in Italia è inferiore a quella di altri Paesi e il budget di spesa risulta comunque tra i più elevati.

      Gli americani — secondo Deloitte — spenderanno più di tutti a Natale, con un budget di circa 1.300 euro. Seguono a ruota Eire (1.270) e Gran Bretagna (1.223). I tagli più drastici riguardano i tedeschi (400 euro, il 38%, in meno sul 2003), e gli olandesi (400 euro, -35%). A centro classifica troviamo francesi (580 euro circa, -2%); in aumento i belgi (600 euro circa, +14% sul 2003).


      «Lo scenario è molto fiacco, gli italiani faranno acquisti solo all’ultimo minuto. Finora la corsa allo shopping non c’è stata — commenta Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia —. Sarà già un buon risultato riuscire a mantenere i livelli dello scorso anno. I dati commerciali sono discreti per computer e hi-fi, ma già dai telefonini arrivano segnali di raffreddamento». «Il clima di fiducia dei consumatori è basso — aggiunge Roberto Dessì, segretario Ancd-Conad —. Ci aspettiamo un Natale molto freddo, e la campagna di fine anno è nettamente improntata alle promozioni, e gli investimenti cresceranno ancora visto che non ci sono interventi di politica economica a sostegno della capacità di spesa».


      «Il bilancio delle vendite fino a questo momento è deludente — conferma Riccardo Francioni, procuratore generale del gruppo Selex —. La discesa dei prezzi ha fatto sì che attualmente ci confrontiamo con una flessione media del 3 per cento. I volumi sono generalmente stabili ma gli investimenti nelle promozioni sono ai massimi storici e i margini al lumicino; questo fa sì che per molte imprese distributive la chiusura dei bilanci sarà complessa». E le difficoltà maggiori si registrano per gli ipermercati, schiacciati tra la necessità di alimentare alti volumi di vendite a suon di promozioni che superano ormai il 35% del venduto e la necessità di tenere i prezzi più bassi possibile, anche per fare concorrenza ai discount. Nelle maxistrutture commerciali il classico panettone (per il quale gli italiani spenderanno almeno 360 milioni di euro, in base a uno studio della Cdc di Milano) si attesta stabilmente — ad esempio — al di sotto di quota "un euro". «Il mercato del giocattolo è in generale fermo — commentano al quartier generale del gruppo Rinascente — e non si nota nel complesso un sensibile dinamismo neppure per gli addobbi tradizionali per l’albero di Natale. La sfida si giocherà negli ultimissimi giorni».


      Segnali di difficoltà arrivano anche dal fronte dei pubblici esercizi: tra gli oltre 230mila bar e ristoranti, in particolare, non si respira aria di festa, e i menù si annunciano meno sofisticati (e forse meno costosi). «Non sembra neppure che Natale e le festività di fine anno siano alle porte — afferma Angelo Cortesi, presidente dell’Italgrob, l’associazione dei grossisti di bevande —. Rispetto allo scorso anno registriamo una flessione media dei rifornimenti del 10%. Ciò significa che gli operatori temono contraccolpi pesanti e non investono. C’è anche poco turismo in giro: la tendenza ad avere prezzi alti oggi risulta controproducente. Molti operatori stanno facendo offerte promozionali ma forse non basta. Sicuramente soffrono i prodotti di fascia alta come gli champagne o i vini di qualità, e tra le aziende di produzione il futuro è sempre più cupo».

      «Il clima generale è difficile ma quegli operatori commerciali e della ristorazione che si sanno differenziare con proposte innovative e con un corretto rapporto qualità-prezzo hanno risultati — conclude Mario Maiocchi, presidente di Metro Italia —. Registriamo un forte aumento degli acquisti di prodotti natalizi, panettoni e salmoni in pole position, e multimediali».