Natale con crisi, spaventati i negozianti

27/11/2002




          (Del 27/11/2002 Sezione: Cronache italiane Pag. 13)
          LA NUOVA MONETA E l´INSICUREZZA ECONOMICA SPINGERA´ GLI ITALIANI A FRENARE LA CORSA AGLI ACQUISTI
          Natale con crisi, spaventati i negozianti
          In calo le spese di beni come telefonini e giocattoli
          La Confcommercio: il governo sostenga le famiglie

          ROMA

          Nero non sarà il prossimo Natale, ma grigio sì, almeno per il commercio: la gente, spaventata dall´instabilità della situazione economica, continua a non spendere. La crisi dell´automobile ha fatto crollare le spese per «beni durevoli» (di cui costituiva oltre un terzo), l´elettronica di consumo ha fatto il suo tempo, i telefonini segnano il passo e gli stessi giocattoli non tirano più come una volta. Colpa di una congiuntura economica sfavorevole: la crescita del Pil quest´anno è stata di un deludente 0,3%, con una previsione comunque non brillante per l´anno prossimo, 1,6%. Quanto ai consumi delle famiglie, quest´anno registreranno una flessione dello 0,1%, mentre per l´anno venturo ci dovrebbe essere una timida ripreso dell´1,1%. E´ preoccupato il presidente di Confcommercio Sergio Billè, che ieri ha presentato il primo numero del suo «Osservatorio economico» trimestrale e ha illustrato la consueta ricerca previsionale sui consumi di fine anno, quelli tradizionalmente più ricchi. La sacca di Babbo Natale questa volta sarà particolarmente lieve, come lo fu – peraltro – l´anno scorso. Se va bene ogni famiglia spenderà per le feste 586 euro, sostanzialmente la stessa cifra dello scorso anno (erano allora 590) ma ben di meno degli 837 euro del 2000, quando gli italiani incassarono il «bonus fiscale», una vera manna per il rilancio dei consumi. La percentuale di incremento della spesa natalizia (quella rinforzata dalle tredicesime, per intenderci) rispetto a quella degli altri mesi – dice Confcommercio – è molto diminuita nel decennio. Nel `90, per dire, ogni famiglia spendeva a dicembre il 56% in più rispetto agli altri mesi, ora siamo al 44%, come lo scorso anno (mentre nel fatidico 2000 si arrivò al 59% in più). Che cosa frena i consumi degli italiani? Intanto – secondo alla confederazione di piazza Belli – «il clima di fiducia dei consumatori è in caduta libera (-12% dall´inizio dell´anno) a causa delle forti incertezze generate dalla situazione internazionale», poi c´è «il sensibile rallentamento dell´attività economica e di crescita con i timori per l´occupazione», e poi l´aumento delle tariffe, la pessima riuscita degli investimenti finanziari dei piccoli risparmiatori, senza dire dell´effetto euro. Infine c´è la questione delle questioni – su cui Confcommercio molto insiste – e cioè «l´assenza di misure a sostegno del reddito familiare disponibile». Il governo insomma non ha fatto nulla per rilanciare i consumi e con essi il circolo virtuoso della ripresa. Il taglio dell´Irpef previsto in finanziaria, infatti, riguarderà solo le fasce più povere del paese, quelle che già non avevano propensione ai consumi. Da qui la richiesta al governo di «un colpo d´ala» deciso che consenta di invertire la tendenza. E comunque, quale che sia la decisione dell´esecutivo, non potrà che riguardare l´anno venturo. Per intanto il Natale alle porte sarà quel che sarà, con una spesa per generi alimentari che da sola rappresenta il 39% del budget ma è comunque in ribasso di tre punti rispetto allo scorso anno. Tutto ciò che va sotto la denominazione peregrina di «elettrodomestici bruni» (tv, Hi-fi, videoregistratori) ha fatto il suo tempo e a crollare sul mercato sono soprattutto i tv color. Chi lo scorso anno ha ripiegato su telefonini e relativi accessori, quest´anno è di tutt´altro avviso: ormai è roba che hanno tutti, e pure alla sostituzione si è già provveduto. In attesa degli Umts tutto tace anche qui. Il languente settore dell´abbigliamento ha invece una sua piccola ripresa, secondo Confcommercio, sia pur concentrata sulla nuova «jeanseria» in tessuti «tecno» o innovativi. Il Natale è la festa dei giocattoli per i bambini, si penserà. In effetti è il periodo in cui si vendono di più, eppure gli operatori del settore si attendono solo una modesta tenuta, peraltro determinata dall´incremento di vendita di marchingegni sofisticati tipo Playstation 2, X-box e Gamecube. Una crescita soddisfacente è invece attesa per il settore dei prodotti di profumeria e per l´igiene personale, ma a patto – avverte Confcommercio – che siano «ad alto contenuto di innovazione»: biologici, vitaminici, e neppure troppo costosi.

          Raffaello Masci