«Nascosto» più di un quarto dell’economia nazionale

17/05/2002





«Nascosto» più di un quarto dell’economia nazionale
ROMA – L’Italia insieme alla Grecia è il Paese che presenta il maggior livello di economia sommersa. Secondo una stima del Fmi che ha preso come riferimento il periodo 1999-2001 nei Paesi di area Ocse, più di un quarto dell’economia italiana (il 27%) risulta «nascosta». Il dato, già di per sé allarmante, è aggravato dalla considerazione che il fenomeno del «nero» negli ultimi anni sia andato estendendosi velocemente. Dallo studio emerge che a superare l’Italia in questa classifica negativa è solo la Grecia (30%) mentre tutti gli altri Paesi presi a riferimento presentano livelli di sommerso non così rilevanti. In generale, il Fondo monetario calcola che circa il 35% della forza lavoro dell’area Ocse è sommersa (con punte in Italia fino al 50%). Negli ultimi 30 anni, sottolineano i ricercatori, nei 21 paesi Ocse presi in considerazione si è passati da una quota del 10% del Pil nel 1970 al 20% e oltre nel 2000 in Italia, Belgio, Danimarca, Norvegia, Spagna e Svezia. Tra i virtuosi spiccano invece gli Stati Uniti, l’Austria e la Svizzera che si attestano intorno al 10%. Anche se, ricordano gli esperti, proprio negli Usa l’economia nascosta è aumentata nello stesso periodo di tempo dal 4 al 9 per cento. Per il Fondo monetario l’impatto dell’economia nascosta può rivelarsi a questo punto pericoloso poiché potrebbe mettere in moto «un ciclo distruttivo». Questo perché in presenza di una diminuzione delle entrate, i Governi potrebbero essere indotti «ad aumentare la pressione fiscale ingenerando nuove evasioni che peggiorano ulteriormente i limiti di spesa nel settore pubblico». Proprio per questo il Fmi incoraggia lo sforzo di quei Paesi che puntano a ridurre il sommerso. Tra i suggerimenti degli esperti di Washington c’è la diminuzione della pressione fiscale, che pur non essendo decisiva per una riduzione del nero, può quantomeno evitare un ampliamento del fenomeno. Allo stesso tempo, aggiunge l’Fmi, deve essere utilizzato sempre più lo strumento della tassazione indiretta (rispetto alle imposte dirette) e devono essere incrementati i controlli e le sanzioni a carico di chi evade. Necessaria, inoltre, una liberalizzazione del mercato del lavoro per incrementare la competitività delle imprese.

Venerdí 17 Maggio 2002