Nasce un’altra Uil ma il giudice la blocca

09/04/2001

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Nasce un’altra Uil
ma il giudice la blocca

Il Tribunale: "La sigla spetta al sindacato di Angeletti"

RICCARDO DE GENNARO


ROMA – Volevano scipparle la sigla e, probabilmente, creare un sindacato di comodo, filoaziendale (una volta si chiamavano sindacati «gialli»), o perlomeno una lista di disturbo: come i domini di Internet, anche le sigle sindacali sono marchi appetiti dai «pirati» del mercato (delle tessere). La minaccia, in questo caso, era diretta contro la Uil, che all’improvviso ha dovuto fare i conti con una «sedicente» Uil, la cui sigla, anziché «Unione italiana del Lavoro», voleva dire «Unione imprenditori & lavoratori». Da notare, per inciso, la & commerciale.
Nei suoi volantini la Uil fantasma – che avrebbe sede a Roma, in via Tornielli 16/a – offriva, naturalmente, servizi sindacali, assicurativi, bancari, viaggi, patronato, Caf. Tutto questo nei settori edilizia, commercio, alberghiero, spettacoli, terziario e servizi. Il fatto che l’Unione coinvolgesse anche i datori di lavoro era per la vera Uil ancora più grave e pregiudizievole per l’identità, l’immagine e la reputazione. Dopo una diffida andata a vuoto, la vera Uil ha querelato la finta Uil, chiedendo al Tribunale di inibire alla finta Uil l’utilizzo della denominazione Uil e un’«opera di proselitismo e/o di tesseramento attraverso l’uso di tessere e/o deleghe sindacali a nome Uil».
L’istanza del sindacato guidato da Luigi Angeletti e presentata dagli avvocati Pineschi, De Berardinis e Antonini, è stata pienamente accolta dal giudice incaricato Budetta. Al giudice sono stati portati come prova del tentato raggiro dei lavoratori un biglietto da visita di un delegato del settore edile, un volantino pubblicitario e una tessera della sedicente UilUnione imprenditori lavoratori (qui la & commerciale non c’è) dove si vanta una «partnerschip» (sic!) con l’Assoconsult, associazione di consulenti del lavoro.
Il giudice ha dichiarato «l’illiceità dell’utilizzazione della sigla Uil da parte dell’associazione «Unione imprenditori e lavoratori» e ha inibito all’associazione stessa l’utilizzazione della sigla Uil. «Non c’è dubbio che fossero in perfetta malafede, quella della Uil è una sigla piuttosto conosciuta per incorrere in un errore», dice l’avvocato Daniela De Berardinis. Resta il paradosso: dopo più di 50 anni di attività sindacale, la Uil ha rischiato uno «scambio di identità» con un’organizzazione che fa leva anche su una componente imprenditoriale.