Napoli. Turismo d’agosto grigio come il tempo

02/09/2002

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Lunedì 2 Settembre 2002

Turismo d’agosto grigio come il tempo
Si punta all’autunno

DARIO DEL PORTO
Il mese di agosto va in archivio con un bilancio piuttosto magro per il turismo. Le presenze negli alberghi cittadini ricalcano quelle registrate dodici mesi or sono, con l’unica punta del week end a cavallo del 15 che ha fatto registrare un incremento pari a circa il 4 per cento rispetto al 2001. Numeri che non bastano a raddrizzare una stagione sulla quale si sono fatti sentire non solo gli effetti della crisi finanziaria esplosa dopo gli attentati terroristici di New York ma anche le condizioni meteorologiche decisamente sfavorevoli. Lo sguardo dunque è già proiettato al futuro, e in particolar modo al periodo autunnale dal quale si aspetta buone notizie, ad esempio, Gianni Ambrosi, presidente dell’Adan, l’associazione che riunisce gli albergatori aderenti all’Ascom.
«Agosto – spiega – non rappresenta un periodo di alta stagione per le città d’arte e cultura, su questo mese pertanto non riponiamo mai particolari aspettative. Quest’anno ci siamo mantenuti sugli stessi livelli del 2001, con un aumento di circa il 4 per cento nel fine settimana di Ferragosto. Ma è chiaro che ora ci auguriamo di riuscire, in autunno, a dare impulso alla ripresa vera e propria. Non bisogna dimenticare – prosegue Ambrosi – che al 30 luglio abbiamo fatto registrare un numero di presenze pari al 9 per cento in meno rispetto all’anno precedente, i primi sette mesi dell’anno hanno fatto registrare un calo sensibile, speriamo di invertire la tendenza».
La città, argomenta Ambrosi, «può e deve migliorare in tante cose. Mi viene in mente, per citarne una, che i bagni pubblici in piazza Trieste e Trento non sono stati realizzati, e si potrebbero citare altri casi. Ma questo – chiarisce – non significa certo che le responsabilità della situazione attuale siano da ricondurre solo a questi aspetti. In realtà sappiamo bene che la crisi è generale e per molti versi è legata a fattori che passano sopra le nostre teste, dagli attentati dell’11 settembre 2001 alle conseguenti difficoltà dei mercati». Scuote il capo anche Antonio Pace, presidente napoletano della Federazione pubblici esercizi, che non risparmia qualche stoccata polemica. «Il bilancio non può essere considerato positivo, ora basta parlare di boom, bisogna prendere atto della situazione e delle sue difficoltà. Perché è vero che il tempo e la situazione internazionale non ci hanno aiutati, ma va anche ammesso che ancora non è stato individuato il filo conduttore in grado di condurre a un reale sviluppo turistico della città».
Secondo Pace «non è neppure un problema di mancanza di opportunità, quelle che ci sono non vengono sfruttate. È il caso del Lungomare. Dobbiamo stabilire una volta per tutte se sia il caso di offrirlo esclusivamente ai napoletani e non ai turisti».
Il presidente della Federazione pubblici esercizi sollecita «proposte concrete e certe, con progetti integrati che permettano di sfruttare il grandissimo patrimonio della nostra provincia e per i quali varrebbe anche la pena di fare investimenti. Ai visitatori – sottolinea Antonio Pace – bisogna garantire offerte competitive e maggiore ospitalità. Di sicuro non è sufficiente la confusione di via Caracciolo».