NAPOLI, L’APPELLO DEI SINDACATI: SALVIAMO LE TERME DI AGNANO

07/11/2014

7 novembre 2014

Napoli, l’appello dei sindacati: "Salviamo le terme di Agnano"

All’indomani dell’ennesimo nulla di fatto di una vertenza che si trascina da circa due anni, e di cui non s’intravvede ancora la fine Filcams, Fisascat e Uiltucs di Napoli e della Campania lanciano un appello: "Salviamo le terme di Agnano!".
Si è concluso con una fumata nera, infatti, anche l’ultimo incontro tra l’assessore al lavoro del capoluogo campano, Enrico Panini, e i sindacati. "Siamo profondamente delusi dall’indecisionismo del Comune di Napoli, proprietario delle terme, attraverso una società partecipata – hanno dichiarato gli esponenti locali delle federazioni del commercio, turismo e servizi di Cgil, Cisl e Uil –, su una vertenza che riguarda 83 dipendenti. A seguito dell’ennesima e inutile riunione con l’assessore Panini, abbiamo avuto la conferma dell’atteggiamento pressappochista e ondivago dell’amministrazione comunale sull’evoluzione della vicenda".

Dal 2012, tutti i dipendenti sono in cassa integrazione in deroga, ristorante e albergo delle terme chiusi, una struttura da settemila metri quadri da ripulire e rilanciare, mentre della società partecipata del Comune, che ha in gestione le terme, già sommersa da milioni di euro di debiti, si sono perse le tracce.

Nell’ultimo incontro, Panini ha annunciato una delibera di Giunta per la cessione a privati di una quota minoritaria delle azioni societarie, con la previsione di uno strano meccanismo premiale che sostanzialmente dovrebbe prevedere un vantaggio economico per chi, nell’ambito della presentazione dell’offerta, s’impegna ad assumere più lavoratori. "Una proposta ridicola e inaccettabile – secondo i sindacati –: ciò costituirebbe una violazione delle normative che disciplinano le acquisizioni e i fitti d’azienda che prevedono la salvaguardia dei livelli occupazionali. Adesso ci aspettiamo la presentazione di un piano di rilancio, serio e trasparente, che deve portare alla salvaguardia dell’unicità aziendale e alla tutela del patrimonio delle terme e di tutti i lavoratori".

"Negli ultimi due anni – si legge in una comunicato unitario dei sindacati – non si è fatto assolutamente nulla per determinare una seppur minima svolta nella gestione ordinaria dell’azienda, che è stata lasciata in molti servizi in uno stato di abbandono. A tutt’oggi, non c’è una strategia chiara e univoca che l’azienda e il socio unico Comune di Napoli siano in condizioni di far comprendere ai lavoratori e alla città quanto sia basilare preservare un bene così importante e garantire un futuro occupazionale a tutti gli addetti".