Napoli: La guerra delle farmacie

10/06/2001



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Napoli

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La guerra delle farmacie
Scontro sulla chiusura per le ferie estive
Contestata l’ordinanza di sospensione dell’attività per 28 giorni consecutivi

PATRIZIA CAPUA


Estate, farmacie chiuse per ferie. L’ordine dei Farmacisti di Napoli ha deciso anche quest’anno il fermo dei 300 esercizi per 28 giorni consecutivi: due terzi aperti in luglio, un terzo in agosto. Ma c’è chi, nella categoria non è d’accordo. E protesta con un ricorso al Tar contro la decisione del presidente Silvio Catapano, ratificata dal Comunegestione commissariale Palmierie dall’Asl partenopea guidata da Angelo Montemarano. La guerra estiva delle farmacie è solo all’inizio. I farmacisti della Faric, una trentina non associate a Federfarma, hanno chiesto a Catapano l’applicazione del nuovo articolo 10 della legge regionale che stabilisce le ferie delle farmacie da un minimo di 15 giorni (obbligatori e consecutivi) fino a un massimo di 30 giorni (non obbligatori e non consecutivi). Hanno rivendicato di poter usufruire di soli 15 giorni di ferie e spalmare gli altri lungo il corso dell’anno.
La risposta è stata che i turni erano già stati definiti in base ai risultati di un referendum indetto all’occorrenza. «Ventotto giorni sono lunghissimi e inutiliribatte Attilio Sansone, vicepresidente della Farice determinano gravi disagi prima di tutto ai cittadini che devono fare chilometri per trovare una farmacia aperta in pieno agosto e poi anche a quei pochi che sono aperti, costretti a lavorare in affanno e presi d’assalto dagli utenti». La Faric contesta anche l’esito della consultazione. «Al referendum proposto dall’Ordine ha risposto metà dei farmacisti e di questi poco più della maggioranza si è detta disposta a mantenere i turni antemodifica della legge». Il dissidio appare profondo. «Si vieta a chi vuole, di restare aperto. Questo è gravissimo. In questa storia ci sono parecchie incongruenze. Tutte le volte che abbiamo protestato, Catapano ha promesso di cambiare per andare incontro alla cittadinanzaspiega ancora Sansonema ora, per i periodi di chiusura, organizza un servizio di consegna a domicilio a pagamento, 15 mila lire a chiamata, che, tra l’altro, è il doppio del "diritto di chiamata notturno". Allora ammette che il servizio è carente?». Sul fronte dell’Asl, Montemarano replica alla Faric: «Ha preso una cantonata. Solo 8 su 300 hanno chiesto meno ferie. Gli altri, a ragione, sostengono che 15 giorni sono troppo pochi, anche per i dipendenti: i primi sette servono per l’inventario, approvvigionamenti, revisione del registro». Adesso la parola spetta al Tar.