Napoli. Hotel aperti fuori stagione: la Regione offre contributi

22/10/2001



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Napoli

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Hotel aperti fuori stagione
la Regione offre contributi

Agevolazioni finanziarie alle aziende turistiche che decidono di non chiudere. Non convinti albergatori e operatori

PATRIZIA CAPUA DANIELA D’ANTONIO


daniela d’Antonio
A conti fatti, per quest’anno ben pochi imprenditori cambieranno i loro programmi. Alberghi, motels, villaggialbergo, residence, campeggi, lidi balneari, difficilmente resteranno aperti anche con i primi rigori dell’inverno. La delibera della Giunta Bassolino, che invita le aziende turistiche della Campania a prolungare fino alla fine dell’anno la stagione turistica in cambio di agevolazioni finanziarie sugli oneri previdenziali per i dipendenti, divide gli imprenditori. Per gli addetti ai lavori è un segnale di disponibilità ma per molti versi insoddisfacente.
Il provvedimento, approvato su proposta dell’assessore al Turismo, Luigi Nicolais, anche alla luce del forte calo di traffico turistico dopo i drammatici fatti americani, prevede aiuti per un totale di 5 miliardi, oltre 193 milioni di lire per ciascuna impresa, circa 300 mila lire per dipendente. Il rimborso entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta. Nicolais spiega subito: «Abbiamo attivato un tavolo di confronto permanente con gli operatori per scongiurare la crisi. La delibera è il punto di partenza di una strategia a più lungo termine per lo sviluppo del turismo nella regione. È un test che facciamo per i prossimi anni. Verranno altre delibere, stiamo studiando l’ opportunità di contributi al trasporto su gomma, l’idea è quella dei pacchetti a più voci». Riccardo Scarselli, presidente nazionale degli albergatori, lo giudica «un provvedimento positivo: ora bisogna smussarlo e renderlo operativo. Alcune strutture sono già aperte tutto l’anno, bisogna sostenerle. Nicolais sta facendo quello che chiedevamo da anni».
Giovanni Ambrosi, presidente degli albergatori napoletani, dice: «Non so quanto possa essere d’aiuto, in una situazione di crisi è più facile chiudere, punto e basta, non è da intendere come soluzione. Comunque è un’atto di buona volontà, una dimostrazione di sensibilità verso gli operatori». E Ruggero Fimiani, della Federalberghi: «Il settore ha bisogno di ben altro. La crisi è stata pesantissima a settembre, meno 15 per cento e ottobre sul 78 per cento. Sono d’accordo con Nicolais sul sostegno al trasporto aereo e su gomma. Avremo con lui un incontro per definire la strategia». Ottimista Maurizio Maddaloni: «Alcuni operatori, quelli che lavorano con i charter, stanno riconvertendo le destinazioni, da quelle più a rischio ad altre più tranquille. Chi stesse negoziando ora potrebbe decidere per il prolungamento della stagione».
Il problema riguarda più che mai le isole. Capri soffre un po’: tradotto in perdite, meno trenta per cento degli incassi a settembr:e sull’isola di Tiberio. «Difficile che il provvedimento della Regione qui diventi realtà spiega Sergio Gargiulo, presidente dell’associazione albergatori il personale non vuole lavorare più di sei mesi all’anno, perché ha diritto ad altrettanti mesi di sussidio di disoccupazione».

Ischia viene rassicurata dai turisti tedeschi che non tradiscono. L’isola che non chiude quasi mai potrà trarne solo vantaggi. Lo chiamano effetto guerra. Di fatto solo americani e giapponesi hanno dato forfait. Inaspettata ripresa in ottobre: complice il clima estivo non si è fermata l’ondata dei turisti da week end. «Ottima iniziativa ma…». Luca Fiorentino, presidente degli albergatori di Sorrento, osserva: «È tardi per organizzare la stagione: chi non aveva programmato di stare aperto fino dicembre faticherà a trovare personale e, soprattutto, non avendo preso contatto con i tour operator nei mesi scorsi rischia di rimanere con tutte le stanze vuote». A Sorrento, tuttavia, perdite limitate giacchè arrivano soprattutto turisti inglesi che non si sono lasciati scoraggiare dal conflitto. Contano, invece, danni pesanti alle entrate gli operatori di Positano e Ravello.