Napoli, guardie in piazza

20/12/2002



 
   



20 Dicembre 2002




 
Armati e senza paga
Napoli, guardie in piazza

MARIELLA PARMENDOLA

NAPOLI

Pochi napoletani hanno capito ieri mattina che davanti alla Prefettura si stava svolgendo una protesta più dura di quelle quotidianamente inscenate dai disoccupati organizzati. E infatti i protagonisti avevano altri volti e altri motivi. Duecento vigilanti di una società privata hanno ribaltato e danneggiato due auto di servizio davanti all’ingresso della Prefettura, distrutto piante ed arredo urbano della piazza più importante della città, che per Natale ospita un’opera d’arte della scultrice Rebecca Horn. Teschi che affiorano dalla terra e fuochi fatui rappresentati da cerchi di luce che hanno rischiato di diventare il bersaglio della protesta dei duecento manifestanti, da mesi senza stipendio, chehanno bloccato per ore il traffico già caotico di questi giorni. La tensione è salita al punto da fare accorrere vigili del fuoco e polizia, impegnati fino al primo pomeriggio a tenere a bada uomini armati che per lavoro dovrebbero essere dall’altra parte della barricata. «Non riceviamo una lira da mesi – ha spiegato un rappresentante dei vigilantes – è uno scandalo, una vergogna». Il titolare della società «Vigilanza partenopea» con quattrocento dipendenti è assente da settimane e i suoi assunti nell’ultima busta paga hanno trovato solo 75 euro. Una scoperta che ha provocato rabbia e disperazione. Una rabbia che ha avuto come terminale la prefettura di Napoli, e quindi come teatro la sua piazza, perché i manifestanti hanno affermato di avere chiesto da tempo la convocazione di un tavolo tra le parti (il «tavolo in prefettura» è il più frequente metodo di gestione dei conflitti di lavoro a Napoli, dai disoccupati ai Lsu, ai precari) senza ricevere risposta: in attesa della quale hanno fatto una promessa: «Torneremo domani con le auto di servizio e se è necessario daremo fuoco a tutte le vetture».