Napoli. Gli ex Lsu in classe “Da qui non usciamo”

10/12/2002

10 dicembre 2002
 
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L´ira degli addetti alle pulizie: dopo i blocchi ferroviari tocca agli istituti
Gli ex Lsu in classe "Da qui non usciamo"

Dramma stipendi: occupati 50 istituti
          Notte nelle palestre con le famiglie. Accuse alla Rai: "Ci boicotta" E alla Finanziaria
          OTTAVIO RAGONE

          Sono entrati nella scuola in quattro, quando faceva giorno. Si sono barricati dentro, accatastando banchi e cattedre davanti all´ingresso. Chiuso, basta, non si entra. La campanella non ha suonato, le lezioni non sono iniziate. Studenti e professori, avendo trovato il portone sbarrato con catene e lucchetto, se ne sono tornati a casa. Vincenzo Russo e Teodolinda Benitozzi guidavano il gruppetto di ex Lsu, i lavoratori socialmente utili addetti alle pulizie degli edifici scolastici, che ieri hanno occupato l´istituto polispecialistico di via Domenico Atripaldi, a San Giovanni a Teduccio, sede di un tecnico professionale e della succursale del liceo «Calamandrei». Contemporaneamente altre delegazioni si accampavano in una cinquantina di scuole, tra Napoli e la provincia. San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli, Fuorigrotta, Soccavo, il Vomero, Secondigliano. Nel liceo Sannazaro quattro dimostranti si sono incatenati al portone, gli studenti applaudivano per solidarietà. La protesta ha contagiato anche altre città del circondario, per esempio Afragola e Casoria. Continuerà oggi con nuove occupazioni. Il disagio sociale si salda alle lotte studentesche in corso da un mese. La scuola, a Napoli, rischia la paralisi.
          La scorsa notte uomini e donne disperati e stanchi hanno dormito nelle classi, sui materassi di gommapiuma delle palestre. Avevano nelle borse panini e scorte di acqua minerale. Qualcuno si è portato dietro anche la moglie, il marito, i figli. «Il governo ha tagliato i fondi per noi ex Lsu nella Finanziaria, dal primo gennaio siamo tutti licenziati, non so come farò a portare avanti la famiglia», spiega Russo dal Calamandrei occupato di San Giovanni. Sta per sfumare il magro stipendio di 550 euro per 130 ore di lavoro settimanali. Il caso di Russo è simile a quello di altre 6500 persone in Campania (16mila in Italia), che perderanno da un giorno all´altro il posto di lavoro. Più di tutti i cassintegrati Fiat messi insieme. Giovedì è in programma una manifestazione nazionale a Roma con Cgil, Cisl e Uil. «Le cose si mettono male, il governo sembra irremovibile, ma noi non ci fermiamo, i lavoratori sono furibondi, è un´ingiustizia insopportabile», denuncia Angelo D´Isanto della Cisl.
          La protesta degli ex Lsu è scoppiata anche in Puglia e nel Lazio. A Lecce ieri sono state occupate quindici scuole. Il consiglio regionale pugliese ha approvato all´unanimità un ordine del giorno con cui impegna il presidente della Regione Raffaele Fitto ad intervenire sul governo. Il consiglio regionale della Campania, invece, è ancora concentrato sull´elezione del presidente dell´assemblea. Mentre tutt´intorno è un incendio sociale. Nell´istituto magistrale «Don Milani» di via Ferrante Imparato gli ex Lsu parlano attraverso le grate della finestra. «Da qui non usciamo finché non avremo garanzie sugli stipendi», annuncia uno degli occupanti, Antonio. «Siamo indignati. Il governo trova i soldi per finanziare le scuole private, ma taglia i fondi per far sopravvivere 16mila persone. E poi ce l´abbiamo con la Rai. L´altro giorno abbiamo bloccato per protesta le stazioni di Napoli, Salerno e Caserta, ma la notizia non è passata sui telegiornali nazionali. Di noi si parla solo sul Tg regionale della Campania. Ci oscurano. I giornalisti Rai hanno paura di inimicarsi Berlusconi?». La commissione Bilancio del Senato ha reperito 90 milioni di euro per le scuole private ed è prevista l´assunzione di 16mila insegnanti di religione. Mentre vengono decurtati 250 milioni di euro per i contratti di appalto per le pulizie in 2300 scuole. «È una discriminazione odiosa», accusano Cgil, Cisl e Uil.
          Ieri la polizia ha preso nota delle scuole occupate, senza intervenire. Ecco alcuni istituti chiusi per protesta: oltre al polispecialistico e al magistrale di San Giovanni, le elementari di via delle Repubbliche Marinare (48esimo Circolo), la Scialoja di via Imparato, il 47esimo Circolo didattico di via Martirano, l´elementare Vittorino da Feltre di via Sorrento, il 70esimo Circolo del rione Salvator Rosa, l´Archimede al Rione Incis di Ponticelli, il Don Bosco di via Feltri al Rione Vlla, l´88esimo Circolo di via Sambuco, la Scherillo di via Manna a Soccavo, il 33esimo Circolo di via Risorgimento, l´istituto Galilei di via San Domenico a Fuorigrotta, il liceo Sannazaro a piazzetta Fuga.