Napoli. Ecco Fnac, libri al Vomero

25/10/2001



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Napoli
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Ecco Fnac, libri al Vomero
Su due piani il discount dell’azienda francese
Parte il valzer delle griffe: tanti a Napoli i nuovi negozi. Novità in via Luca Giordano

PATRIZIA CAPUA


Tre piani, 250 metri quadri, di scarpe. Insegna: Geox. Apre in via Toledo, nei pressi del bar Augustus, con un grande show room, una delle aziende calzaturiere italiane oggi in più forte espansione. Un altro segnale del successo dell’isola pedonale che in primavera ha visto l’arrivo del mega store di Benetton, nei locali ex Caflish, e del negozio a due piani di Stefanel, mentre Alcott sta rinnovando i locali che furono dell’inimitabile Gutteridge. Inizia così il valzer d’autunno del commercio napoletano, settore che ha registrato nel giro di due anni, dall’entrata in vigore della legge Bersani, un tasso di natimortalità a Napoli di 5200 nuove unità, «il balzo più alto del paese» fa notare l’assessore al Commercio, Raffaele Tecce.
Una vivacità che, purtroppo, ha decretato la fine di tante insegne storiche, ma ha anche rivelato la capacità di tanti negozianti di farsi imprenditori «sia pure in modo spontaneo» come spiega Enzo Perrotta, presidente dei Centri commerciali, dell’Ascom. Le new entry non si limitano a Geox. Dalla city al salotto di Napoli. In via dei Mille si attende lo sbarco di un terzetto di griffe della moda e del lusso: Roberto Cavalli, Hermés e Mont Blanc. Quest’ultima si insedierà a pochi passi da Bulgari, poco distanti andranno lo stilista casualchic più trendy del momento e l’ultra raffinata maison francese. Di qualche giorno fa anche l’annuncio che Fausto Sarli, famoso sarto napoletano, intende aprire una boutique nel cuore del quartiere Chiaia. Giorgio Corbelli, nonostante le vicissitudini del Calcio Napoli, conferma il progetto di aprire un negozio in via Filangeri, costato 2 miliardi e 700 milioni, per realizzare la sua casa d’aste, Finarte. E in tema, in via Vittoria Colonna, oggi festa d’inaugurazione di «Voyage pittoresque», atelier di stampe d’epoca di Gennaro e Vincenzo Regina. Tra le vecchienuove glorie, invece, sempre in via Chiaia, approda Tramontano, cuoio e pellami di tradizione artigianale, che si stabilisce nei locali lasciati liberi, con grandissimo travaglio per i dipendenti, da Caflish, la pasticceria più amata dai napoletani.
Il commercio preme il piede sull’acceleratore. «È energia che si mette in moto a favore dello sviluppo della città turistica» osserva l’assessore Raffaele Tecce, «ma rischia anche sottolinea con realismo di essere la "spugna" del problema occupazionale, quando entrano nel mercato tanti soggetti deboli che trovano in questo settore l’unico modo per intraprendere un’attività». Ma gli investimenti dei grandi gruppi compensano la precarietà di una miriade di iniziative dal fiato corto, Nei locali della Standa, al Vomero, in via Luca Giordano, dovrebbe essere prossimo l’arrivo di Fnac, la catena francese di librerie. Coin, proprietaria dei locali, ha stretto un accordo per la libreria discount su due livelli, con una grande spazio dedicato ai cd. Turn over di marchi anche in via Scarlatti, dove sparirà un’ "istituzione" come Upim per far posto ad un altro grande punto vendita di Benetton. E nei locali che per decennni sono stati un piccolo tempio della moda, la boutique Coppola, a breve aprirà i battenti un negozio della multinazionale spagnola Zara.

Un commercio che cambia pelle e si rinnova. In un angolo di piazza Vanvitelli, chiusa l’attività di Blasi, profeta del Burberry, subentra l’attività dei fratelli Cimmino, che sta portando in giro per l’Italia e per l’Europa il marchio made in Naples «Original marines».